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Otranto e dintorni. Il borgo antico della città più a est di Italia

otranto

“Testimone di una cultura di pace”: così l’Unesco ha definito il borgo antico di Otranto, la città più a est d’Italia. La città è storicamente luogo di incontro e di contaminazione culturale tra Occidente e Oriente. Le sue vie, ricche di laboratori artigianali, ristoranti, negozi ed enoteche, catalizzano i turisti in vacanza sulla costa adriatica.

Probabilmente di fondazione tarantina, Otranto fu dapprima città greca per poi diventare municipio romano, fu un porto molto importante per i commerci con la Grecia, qui terminava la via Traiana che inizialmente arrivava solo fio a Brindisi. Nell’XI secolo, durante il periodo delle crociate furono molto intensi gli scambi con i commercianti veneziani e dalmati. Otranto ha visto il suo momento più buio nel 1480, quando fu assediata dalla flotta turca. Gli abitanti si rifugiarono all’interno delle mura ma, dopo due settimane di stenua resistenza, capitolarono e vi fu un massacro. I turchi massacrarono all’interno della cattedrale il vescovo e quanti vi si erano rifugiati. Successivamente su di un vicino colle furono massacrati i restanti 800 prigionieri che non abiurarono il cristianesimo, i martiri di Otranto.

Si accede al centro storico attraversando una porta posta lungo un muraglione napoleonico, la Porta di Terra; dopodiché si attraversa una seconda porta di origine aragonese passando nella torre Alfonsina. Si arriva così nei pressi della Cattedrale, luogo di memoria oltre che sacro. La facciata presenta sopra il portale barocco una rosa a sedici raggi in stile gotico. L’interno è a tre navate divise da 14 colonne. Il pavimento è ricoperto da un maestoso mosaico, risalente alla seconda metà del 1100. Alla destra del presbiterio si trova la cappella dei martiri, in essa sono conservati all’interno di armadi le ossa di circa 500 abitanti di Otranto massacrati dai turchi. Dalle navate laterali è possibile accedere tramite una scala alla grande cripta a cinque navate.

Alla destra della cattedrale si trova il Museo Diocesano, al suo interno sono esposti oltre al tesoro della cattedrale rappresentato da ex voto ed oggetti sacri, i frammenti del mosaico paleocristiano che pavimentava la cattedrale prima dell’attuale, questo fu scoperto in occasione dei restauri dell’attuale mosaico avvenuti negli anni 80 del secolo scorso.

Prendendo per via Castello, si sale alla poderosa costruzione fatta costruire da Ferdinando d’Aragona probabilmente sopra una preesistente costruzione federiciana. Il castello ha forma pentagonale ed è tutt’ora in parte cinto da un alto fossato.

Spostandosi nell’interno otrantino, a Minervino di Lecce, poco fuori l’abitato è possibile visitare il monumento megalitico più grande del Salento nonché il primo dolmen scoperto in Italia, il Dolmen li Scusi. Il dolmen è composto da un lastrone con un perimetro di quasi 11 metri posto ad 1 metro d’altezza sorretto da 8 pilastri.

Assolutamente da visitare la costa che da Otranto va a sud verso Santa Cesarea Terme, ricca di spiagge e baie caratterizzate da acque turchesi.

Cosa vedere ad Otranto

Cattedrale
Museo diocesano
Castello
Dolmen li Scusi (Minervino di Lecce)

Come arrivare ad Otranto

Auto

46 km a sud-est di Lecce lungo la SS16.

Treno

collegamenti diretti con Lecce (Ferrovie del Sud Est)

Linee urbane

Collegamenti diretti con Lecce (Stplecce, Ferrovie del Sud Est, SalentoinBus nel periodo estivo)




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