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TAP, la storia del gasdotto ad ora, tra governo e proteste

“Quello della TAP è un progetto lungo anni che coinvolge una complicata situazione economica mondiale.”
TAP, la storia del gasdotto ad ora, tra governo e proteste

Sono iniziati i lavori riguardanti il gasdotto TAP, imponente progetto in grado di collegare l’oriente dell’Europa con l’Italia passando dal Salento. La nave incaricata di svolgere i primi lavori è a Brindisi, supportata dalle varie forze dell’ordine presenti per preservare la continuità del suo sviluppo dai contestatori presenti. Ad essere coinvolta è innanzitutto l’area di San Foca di Melendugno, già celebre ogni anno per le festività della Notte della Taranta che portano sul posto migliaia di visitatori, oltre che per la sua litoranea limpida già vincitrice di diversi riconoscimenti.

Cos’è la TAP?

Quando parliamo di gasdotto TAP ci riferiamo nello specifico alla Trans-Atlantic Pipeline, un enorme condotto che, passando dalla Turchia, dalla Grecia e dall’Albania, congiunge l’Italia con l’Azerbaijan. Attraverso questo, sarà possibile l’ingresso in Europa del prezioso gas proveniente dalle aree del Mar Caspio, in particolare da sud di Baku. Il condotto si ricollegherà alle già esistenti TANAP e SCP, avrà il suo fulcro in Grecia, per un totale di 870 chilometri di lunghezza, di cui 8 in Italia, nello specifico in Puglia, attraversando l’Adriatico fino a 820 metri di profondità. Ogni anno scorreranno lungo la TAP un totale di 10 miliardi di metri cubi di gas, equivalenti al fabbisogno annuale di 7 milioni di famiglie, sebbene si punti a un raddoppio delle capacità della struttura. La ragione per cui la politica nazionale ha scelto di partecipare al progetto è legata alla sua dipendenza dal gas proveniente dalla Russia, ad ora maggiore esportatrice nel territorio con la sua Gazprom. Le maggiori problematiche emersero ad esempio nel 2006, quando un contrasto tra la Federazione Russa e l’Ucraina condusse alla possibilità di un’interruzione del servizio, che avrebbe avuto pesanti ripercussioni. È nato così il bisogno di aprire il così definito Condotto Meridionale del Gas, strategia energetica europea che punta alla sinergia tra le nazioni meridionali dell’Unione Europea con approvvigionamenti sicuri e più economici.

Lo scontro con la regione Puglia

La regione Puglia ha espresso parere contrario alla realizzazione della TAP sin dal 2014, quando è stato deciso il passaggio del gasdotto da San Foca, selezionata in qualità di area dove l’impatto ambientale e paesaggistico sarebbe stato particolarmente contenuto. Le proteste, avanzate anche dalla popolazione locale, vertono tuttora su diversi fronti. Dapprima, sul valore della litoranea relativa all’area di Melendugno, premiata più volte con la Bandiera Blu, ora a rischio. Secondariamente, sull’inutilità dell’opera, legata a principi di mercato valevoli una decina di anni fa e al momento non più validi, ad esempio con l’inserimento degli interessi della già citata Gazprom negli affari del Mar Caspio. A seguire, sulla problematica ambientale, ad esempio legata agli ulivi presenti lungo il percorso che saranno pertanto spostati e ricollocati. Ultimo, sulla ragione puramente politica alla base della scelta, in qualità di scacco nei confronti della Russia, al momento in una posizione economica superiore a quella italiana.

La risposta del governo

Il governo non ha risposto positivamente alle richieste della regione Puglia, che chiedeva l’applicazione in sintesi della direttiva Seveso volta alla salvaguardia ambientale del territorio. Si attende la decisione finale del Ministero dell’Ambiente, mentre si prospetta una immediata ripresa dei lavori, a discapito delle proteste locali.


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