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La Via Francigena del Sud diventa per tutti: 120 km alla scoperta lenta del Salento

“Dalla capitale del barocco al Santuario de Finibus Terrae, il tratto salentino dello storico cammino della Via Francigena del Sud si candida a modello nazionale di accessibilità e innovazione tecnologica, proponendo un'esperienza immersiva ed inclusiva a due passi dal riconoscimento UNESCO.”
La Via Francigena del Sud diventa per tutti: 120 km alla scoperta lenta del Salento

LECCE – Percorrere la storia a passo lento, respirare il profumo della macchia mediterranea e farsi guidare dai muretti a secco fino a dove il mare incontra il cielo. Nel cuore del Salento, il turismo sostenibile segna una svolta decisiva: il progetto “Per una Via Francigena del Sud accessibile a tutti”, sostenuto dal Ministero del Turismo, sta completando la trasformazione di circa 120 chilometri e 5 tappe dell’antico itinerario che unisce Lecce a Santa Maria di Leuca.

Non si tratta solo di rimuovere barriere architettoniche, ma di abbattere ogni limite alla fruizione del viaggio. La tratta salentina si attesta infatti come apripista in Italia per un concetto esteso di accoglienza, pensato per rispondere non solo a disabilità motorie, sensoriali e cognitive, ma anche a esigenze legate alla terza età, a particolari necessità alimentari o a limitazioni fisiche temporanee.

Contenuto

Via Francigena del Sud: tecnologie green e strumenti smart per un cammino inclusivo

Il progetto “Per una Via Francigena del Sud accessibile a tutti” punta a coniugare innovazione digitale e tutela del paesaggio rustico salentino.

  • Tracciati georeferenziati e Realtà Aumentata: un’accurata mappatura dei punti critici e dei luoghi d’interesse, accompagnata dallo sviluppo di soluzioni in realtà virtuale ed aumentata per rendere fruibile il patrimonio culturale anche a distanza o con supporto digitale.
  • Panchine Smart e QR Code Tattili: soste rigeneranti con panchine dotate di pannelli solari per la ricarica dei dispositivi e QR Code tattili integrati per l’ascolto di audioguide e informazioni accessibili.
  • Sicurezza e Manutenzione: punti di primo soccorso posizionati lungo il percorso e una manutenzione costante del fondo stradale e dei sentieri.

Dalla pietra al mare: le meraviglie da scoprire lungo la Via Francigena del Sud

Posare i piedi sulla Via Francigena del Sud nel tacco d’Italia significa attraversare un museo a cielo aperto dove l’arte incontra la terra. Un viaggio lento che invita il pellegrino a immergersi in una successione di tesori unici:

Via Francigena del Sud: Lecce e il fascino rinascimentale di Acaya

L’itinerario muove i primi passi tra le ornate facciate barocche della Basilica di Santa Croce e l’Anfiteatro Romano di Lecce. Allontanandosi dal capoluogo, ci si imbatte nella cittadella fortificata di Acaya, raro esempio di città ideale rinascimentale perfettamente conservata tra le sue mura e il castello.

La Grecìa Salentina e la Cripta di Santa Cristina

Addentrandosi nei borghi ellenofoni dove risuona l’antica lingua griko, si raggiunge Carpignano Salentino. Qui la Cripta bizantina di Santa Cristina custodisce un record d’eccezione: tra i suoi affreschi ipogei spicca il Cristo Pantocratore firmato dal pittore Teofilatto nel 959 d.C., considerato uno dei dipinti bizantini datati e firmati più antichi di tutto il Meridione.

Via Francigena del Sud: Giurdignano, il “Giardino Megalitico”

Deviando verso le campagne incontaminate, si scopre un vero paesaggio d’altri tempi. Giurdignano vanta la più alta concentrazione di dolmen e menhir d’Italia (come il maestoso Menhir di San Vincenzo o il Dolmen Stabile), testimonianze d’età del Bronzo immerse tra ulivi secolari che trasformano la camminata in un tuffo nella preistoria.

Otranto e l’Oriente d’Italia

Il sentiero incrocia l’Adriatico nella città martire di Otranto. Oltre all’imponente Castello Aragonese, la Cattedrale regala ai viaggiatori il leggendario mosaico pavimentale dell’Albero della Vita, prima di proseguire verso il Faro di Punta Palascia, il punto geografico più ad est della penisola.

Via Francigena del Sud: la meta a De Finibus Terrae

Attraversando la costa ricca di torri saracene e falesie a picco sul mare, l’itinerario culmina di fronte alla maestosa facciata del Santuario di Santa Maria di Leuca, storico porto di imbarco per i pellegrini diretti verso la Terra Santa, dove l’abbraccio tra Ionio e Adriatico segna il fine ultimo del cammino.

Un modello per l’Italia e la rotta verso l’UNESCO

Proprio l’unione tra la ricchezza storico-culturale del Salento e le soluzioni tecnologiche all’avanguardia rappresenta la cifra stilistica di questo progetto. L’iniziativa salentina dimostra come la fruibilità universale non snaturi la dimensione spirituale o storica dell’itinerario, ma ne amplifichi il valore, trasformando un percorso bimillenario in una risorsa aperta a chiunque.

“I cammini sono una delle più potenti espressioni dell’Italia che vogliamo promuovere: un turismo lento, sostenibile, che rigenera i territori e le persone. – ha spiegato Gianmarco Mazzi, Ministro del Turismo, – Questo progetto dimostra come accessibilità e innovazione siano leve complementari, capaci di rendere un cammino bimillenario fruibile davvero da tutti, nessuno escluso. È questo il modello di turismo che sosteniamo, in linea con il grande percorso che porterà la Via Francigena al riconoscimento UNESCO” — Gianmarco Mazzi, Ministro del Turismo.

Immagine di copertina: fonte ANSA Puglia.


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