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L’uliveto che resiste alla xylella, a Casarano piantumati 3mila ulivi

“Una piantumazione sperimentale e prodigiosa, di piante immuni dal batterio della xylella.”
L’uliveto che resiste alla xylella, a Casarano piantumati 3mila ulivi

È partita nella scorsa mattinata a Casarano, in provincia di Lecce, la piantumazione di 3mila ulivi della varietà resistente al batterio della xylella, su una superficie di quasi 4 ettari. L’iniziativa è partita dai fratelli Primiceri e dal consorzio Oliveti d’Italia con presidente Nicola Ruggiero, che ha personalmente supervisionato i lavori per procedere alla piantumazione. Un’iniziativa che intende essere un messaggio di forte speranza e fiducia per gli agricoltori regionali e per lo stesso futuro delle olivicolture.

Un campo che sarà primo nel suo genere in tutto il Salento, organizzato dopo aver ricevuto il nullaosta dall’Europa per la piantumazione di ulivi nell’area infetta. Le operazioni di picchettamento già eseguite negli scorsi giorni, sono state seguite dall’arrivo delle piantine da un vivaio di Terlizzi dove ci sono 250 ettari piantati a Favolosa. Le tremila piante arrivate saranno piantate entro tre giorni, con una prima previsione di produzione attesa per l’anno 2020.

Dal terzo anno le piante dovrebbero iniziare a produrre olive a pieno regime, molto probabilmente senza inciampare in problematiche riguardanti la xylella fastidiosa. Una varietà quella della Favolosa, che, come ha dichiarato il produttore, è stata presa in considerazione già da otto anni fa, dando sempre buoni risultati. Il batterio della xylella ha solo rafforzato l’intento di investire nella Favolosa al giorno d’oggi per ovviare la problematica del batterio.

L’importanza della varietà presa in esame è insita nella produzione di olio di ottima qualità, con una resa molto più consistente rispetto a quella delle celline. La problematica della xylella in realtà è molto più ampia di quanto possa apparire, con l’attenzione solitamente deviata soltanto sulle piante. Il problema si estende in realtà a centinaia e centinaia di famiglie che vivono un intenso dramma sociale, con migliaia di lavoratori a rischio. Gli alberi non producono più in moltissime zone del Salento, per un problema che purtroppo continua a diffondersi.


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