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BARI – Un tuffo al cuore per la città e un trionfo di innovazione al servizio dell’arte. A distanza di trentacinque anni dalla tragica notte che ridusse in cenere il simbolo culturale di Bari, la maestosa cupola del Teatro Petruzzelli torna a risplendere dei suoi colori originari. Grazie a un avveniristico impianto di proiettori ad altissima definizione, i celebri affreschi del pittore barese Raffaele Armenise, perduti nel rogo del 1991, riprendono vita attraverso una suggestiva installazione digitale curata dall’artista visivo Leandro Summo.
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Durante la lunga e complessa fase di ricostruzione del teatro, si scelse di lasciare volutamente in bianco i quattro grandi spicchi della volta che sovrasta la platea. Quelle superfici ospitavano originariamente le figure allegoriche di Armenise, paradossalmente restaurate con cura certosina appena un anno prima dell’incendio fatale.
Oggi, l’intervento di digital mapping di Summo colma quel vuoto visivo e affettivo. Guardando all’insù, gli spettatori possono nuovamente ammirare la rappresentazione dei Ludi circensi antichi e moderni: dal Carro di Tespi alla Corsa Romana, passando per La Corrida e Il Torneo Medievale. Una rivisitazione digitale che rispetta l’impostazione cromatica e compositiva originale, traghettandola nella contemporaneità.
Nato a Bari nel 1852, Raffaele Armenise è stato uno dei pittori e incisori più poliedrici del panorama artistico pugliese a cavallo tra Otto e Novecento. Quando il Teatro Petruzzelli venne inaugurato nel 1903, le sue decorazioni rappresentavano il fiore all’occhiello della struttura: un imponente ciclo pittorico dal gusto eclettico che celebrava il mito dello spettacolo e la storia delle rappresentazioni popolari.
Attraverso i quattro spicchi della volta, Armenise dipinse con straordinario dinamismo e cromaticità brillante i Ludi circensi antichi e moderni: l’origine del teatro itinerante con il Carro di Tespi, la solennità classica con la Corsa Romana, la drammaticità scenica de La Corrida e la rievocazione cavalleresca de Il Torneo Medievale. Opere di inestimabile valore storico che, dopo un accurato restauro completato nel 1990, andarono completamente distrutte soltanto dodici mesi dopo nel crollo della cupola.
A restituire vita visiva e respiro poetico ai capolavori di Armenise è stato Leandro Summo, artista visivo, scenografo digitale e docente originario di Ruvo di Puglia. Fondatore dello Studio Leandro Summo, è oggi considerato una delle figure di riferimento nel campo del 3D video mapping, delle installazioni immersive e delle nuove tecnologie applicate all’architettura e allo spettacolo dal vivo.
Summo non è nuovo alle grandi sfide del teatro di tradizione: da anni collabora con le principali fondazioni liriche e festival internazionali, firmando le scenografie digitali per produzioni di rilievo al Petruzzelli (tra cui La Bohème, Die Walküre e L’Elisir d’Amore) e coordinando progetti immersivi in Italia ed Europa. Con questo intervento sulla cupola, l’artista ruvese è riuscito a far dialogare la memoria storica del pittura d’inizio Novecento con le frontiere più avanzate dell’arte numerica, regalando alla città una rievocazione ad altissimo impatto emotivo.
La presentazione dell’opera ha visto la partecipazione dei vertici della Fondazione Petruzzelli. Il sovrintendente Nazzareno Carusi ha definito l’installazione “un meraviglioso portale della fantasia”, offrendo una profonda riflessione sul rapporto tra innovazione e umanesimo: “La tecnica e la tecnologia sono mezzi, non sono buone o cattive per nascita, ma per il loro uso. Al loro sviluppo massimo deve corrispondere la più straordinaria cultura, che metta l’uomo nelle condizioni di trarne miracolosi benefici. Il Petruzzelli ce ne ricorda l’importanza futura mentre riscopre tutta la bellezza del suo passato”.
Entusiasmo condiviso dal sindaco di Bari e presidente della Fondazione, Vito Leccese, che ha evidenziato il duplice valore strategico del progetto. L’installazione non solo restituisce un pezzo di memoria alle nuove generazioni che non hanno mai visto il teatro prima del 1991, ma apre a nuove frontiere artistiche. Il sistema di proiezioni trasformerà infatti la cupola in uno strumento scenografico a disposizione dei futuri registi lirici, facendo del Petruzzelli uno spazio dove linguaggi creativi classici e digitali dialogano costantemente.
Immagine di copertina: fonte ANSA Puglia.

Data: 23 Set 2026
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