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Renata Fonte contro la malavita salentina, Liberi Sognatori su Canale 5

Ha da poco avuto inizio Liberi Sognatori, serie antologica in quattro puntate trasmessa su Canale 5 e dedicata a figure storiche della lotta alla malavita italiana. La serie è stata girata anche a Nardò per raccontare le gesta di Renata Fonte, donna salentina divenuta assessore negli anni ’80 interpretata da Cristiana Capotondi.

Quelli prodotti da TaoDue sono film indipendenti per la televisione che raccontano le storie di quattro vittime di mafia; l’ultima puntata, dedicata appunto a Renata Fonte e girata in Salento, dal titolo “Una donna che non si piega”, andrà in onda domenica 4 febbraio.

Renata Fonte nacque a Nardò il 10 marzo 1954 e all’età di diciassette anni incontrò Attilio Mantragora, sottufficiale dell’Aeronautica Militare di stanza ad Otranto di cui si innamorò e che nel 1968 divenne suo marito. Al suo fianco girò l’Italia fino al 1980, quando Attilio venne trasferito presso l’Aeroporto di Brindisi e lei ottenne un impiego come insegnante alle scuole elementari di Nardò. Allo stesso tempo completò gli studi in Lingue e Letterature Straniere a Lecce ed iniziò ad impegnarsi attivamente nella vita politica locale, soprattutto per il PRI (Partito Repubblicano Italiano) divenendone Segretario Cittadino. Guidò il Comitato per la Tutela di Porto Selvaggio, in quel periodo oggetto di una grande speculazione edilizia.

Candidatasi alle elezioni amministrative Renata Fonte venne eletta assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del comune di Nardò. Fu la prima donna ad essere mai stata eletta per la città salentina in un ruolo di tale responsabilità. Per anni Renata Fonte combatté strenuamente diverse battaglie politiche, concentrandosi in particolare su Porto Selvaggio. Fu spesso isolata dai suoi colleghi per paura di ritorsioni di origine mafiosa.

È il 31 marzo 1984 quando due sicari uccisero la politica mentre tornava a casa. Primo omicidio di matrice mafiosa nel Salento, commesso inoltre nei confronti di una donna. Furono arrestati gli esecutori ed il mandante, Antonio Spagnolo, primo dei non eletti alle elezioni amministrative probabilmente coinvolto nel caso della speculazione edilizia di Porto Selvaggio. Il movente non fu mai confessato.


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