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Scoperta necropoli di età messapica a Nardò in zona masseria Zanzara

Continua a stupire il sud Italia celando nei suoi territori resti di fortificazioni e costruzioni risalenti ai più antichi periodi storici. Un sud pieno di storia e cultura che ha mostrato ancora una volta le sue antichissime origini quando lo scorso giorno sono state rese note delle incredibili scoperte. Fino a circa dieci anni fa si pensava che il “Casale di San Teodoro” in località Nardò, in provincia di Lecce, avesse origini basso medievali, ma quanto rivelano le indagini condotte sotto la direzione scientifica del professor Giovanni Cera, dell’Università del Salento, in concessione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto ha mostrato nuove verità.

L’area a 4 km a nord-est di Porto Cesareo, rivela un esteso pianoro sopraelevato da cui si domina il litorale ionico da Porto Cesareo a Torre Lapilli. La zona infatti è circondata da mura antiche, anche visibili sotto al muretto a secco che la circonda e raggiunge anche i 650 metri, delimitando una superficie di 3 ettari. La presenza di un fossato a fiancheggiare il circuito murario sul lato orientale, molto ben visibile in riprese aeree, rivela la funzione difensiva dell’insediamento. La scelta di un luogo arretrato rispetto alla costa, protetto dalla natura per la posizione di dominio, mostra la necessità di controllo del territorio.

Grazie alle attività di scavo che si sono concentrate in un terreno agricolo di proprietà privata, per comprendere le modalità e le fasi di occupazione del sito e per intercettare i resti delle mura di cinta e grazie all’apertura di un saggio a ridosso del muretto a secco che delimita il pianoro, si sono potute documentare le caratteristiche delle fortificazioni, probabilmente realizzate in due fasi diverse. È stato così possibile scoprire un’imponente struttura con due paramenti esterni ottenuti da grandi blocchi di forma irregolare e da un riempimento interno di notevole spessore, con pietre calcaree e tufacee, coppi e frammenti di ceramiche. Nell’area è stata individuata anche una zona utilizzata probabilmente come necropoli, le ricerche non si interromperanno a questo, ma procedono spedite.


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