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Io sono, vite di migranti esposte a Lecce in una mostra fotografica

“Una mostra fotografica che racconta le vite di 20 migranti intervistati e fotografati dall'autrice.”
Io sono, vite di migranti esposte a Lecce in una mostra fotografica

IO SONO nasce come un racconto di ritratti fotografici, con le storie di venti migranti. Il progetto fotografico a cura di Luisa Menazzi Moretti sarà in mostra sino al 27 agosto negli spazi del Complesso Museale del Convento dei Teatini nella città di Lecce. Il percorso nasce dall’incontro della fotografa con i migranti sbarcati ed accolti in Italia nel corso di diverse settimane.

Come nasce la mostra

La fotografa dopo aver ascoltato le singole storie ha delineato un ritratto di ciascun protagonista, fotografandolo mentre stringeva in mano un oggetto simbolo della propria storia e trascrivendo il racconto. Dall’emozione al vissuto di guerre lontane, dalle crisi alle vicende personali, la mostra riporta uno spaccato sociale attualissimo, che narra della costante ricerca di una vita migliore. Sono moltissimi coloro che sbarcano nei nostri Paesi per poi confondersi in quell’indistinto afflusso di uomini e donne quasi “senza storia e senza volto”.

La mostra inaugurata la scorsa settimana, è visitabile al primo piano del monastero dei Teatini, con la produzione della Fondazione città della Pace per i bambini Basilicata, dalla cooperativa sociale il Sicomoro e Arci Basilicata nel settore dei progetti SPRAR gestiti dalla provincia di Potenza e comune di Matera, allestita dall’Assessorato alla cultura del comune di Lecce in collaborazione con Arci Lecce.

Il progetto

Il progetto presenta venti ritratti fotografici di grandi dimensioni, in cui sono rappresentati rifugiati e richiedenti asilo a cui si affiancano i pannelli con i testi in cui sono descritte le loro storie.

Ho incontrato persone arrivate nel nostro Paese alla ricerca di una vita, insieme a moltissime altre sbarcano e si confondono nell’indistinto afflusso di uomini e donne senza volto e senza storia. Non sappiamo nulla di loro. Da dove vengono, chi sono? Li vediamo da lontano. In televisione, su internet, paiono tutti uguali”, così ha raccontato il suo progetto l’autrice della mostra e delle fotografie, che raccontano storie di individui, esseri umani prima che migranti.

La mostra è visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 11 e dalle 17 alle 20.


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