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Tensione in Salento per il Gasdotto Tap: otto i feriti negli scontri

Momenti di altissima tensione in Salento in questi giorni, da quando sono ufficialmente esplose le proteste contro la costruzione del gasdotto Tap, con oltre 300 attivisti giunti davanti al cantiere. Emiliano ha dichiarato: «La regione Puglia impugnerà il decreto, il governo non ci ascolta». Sassi e manganelli si sono alternati tra agenti ed attivisti con un totale di otto feriti non gravi. Il cantiere Tap di Melendugno in Salento ha visto l’esplosione della protesta nel momento in cui sono ripartite le operazioni di espianto dei 200 ulivi presenti sul tracciato del tunnel previsto per il gasdotto che servirà a portare il gas in Italia dall’Azerbaijan.

Manifestanti e polizia davanti ai cancelli del cantiere di Melendugno

Sono stati allontanati con forza i cittadini che hanno protestato contro la costruzione del gasdotto Tap, presidiando il cancello all’ingresso del cantiere. La mattinata è iniziata in protesta quando i manifestanti sono stati prelevati e portati via con la forza, tra gli altri un uomo è stato colto da un malore mentre manifestava.

Giunta in tenuta antisommossa la polizia ha cercato di abbattere il muretto di pietre creato dai manifestanti in una delle strade di accesso al cantiere. Gli attivisti a questo punto hanno deciso di sedersi davanti ai cancelli del cantiere impedendone così l’accesso. Le tensioni erano partite già la scorsa mattina quando si sono scontrati forze dell’ordine e manifestanti a presidio del cantiere Tap in località San Basilio a San Foca, in protesta contro l’espianto degli ulivi sul tracciato dove dovrebbe sorgere il tunnel del gasdotto. In seguito alle proteste è stata sospesa l’operazione di espianto, in quanto i camion non potevano uscire dal cantiere.


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