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La città di Taranto potrebbe essere vicina ad una svolta positiva. La Regione Puglia, infatti, si è affidata all’Organizzazione Mondiale della Sanità per definire e conoscere tutta la verità circa l’impatto ambientale che riguarda la Città dei Due Mari, spesso oggetto di cronaca.
Questa provincia della Puglia, infatti, è definita da oltre trent’anni una zona ad alto rischio ambientale. Questo dato, stando alle dichiarazioni comuni, è dovuto anche a causa della presenza dell’acciaieria più grande di tutta Europa, l’Ilva.
Intenzionati ad una svolta in chiave positiva, dunque, nella giornata di ieri è stata confermata a Roma la collaborazione con l’OMS.
Questo consentirò la valutazione scientifica di tre scenari differenti:
Stando a quanto dichiarato, sarà possibile ottenere i primi risultati nel giro di un anno. Il costo complessivo dell’operazione si aggira intorno ai 140 mila euro, una cifra irrisoria se si pensa a tutte le vite strappate in questi anni.
Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha dichiarato anche che è stata proposta un’innovazione del ciclo industriale sulla base di tutti i principi della decarbonizzazione, oltre che ad aver suggerito alcune tecniche appositamente studiate per abbattere le emissioni di anidride carbonica.
L’obiettivo di questo accordo, dopotutto, è proprio questo: mettere al centro dell’attenzione la salute delle persone, a prescindere dagli interessi economici.
La soddisfazione per questo traguardo è anche stata dichiarata anche dal Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), Alessandro Miani, che ha colto l’occasione per ribadire che da questo piano ci si aspetta massimo impegno per conoscere la situazione sanitaria e ambientale di Taranto. Le voci che circolano da anni hanno necessità di essere scientificamente provate per permettere che tutto cambi.
Bisognerà aspettare poco meno di un anno per scoprire la verità.
Data: 21 Giu 2019
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