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TARANTO – “Restiamo umani”. Non è solo un claim, ma un testamento spirituale che, a quindici anni dalla scomparsa di Vittorio Arrigoni, guida la nuova edizione dell’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante. Il comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti ha svelato il documento politico del 2026: un ponte ideale tra la sofferenza del territorio tarantino e le crisi globali, dalla Palestina all’Iran. Sotto la direzione artistica di Michele Riondino, Antonio Diodato, Roy Paci e Valentina Petrini, Taranto torna a essere capitale dei diritti.
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Il parco delle Mura Greche offrirà un mix esplosivo di generi e generazioni. I grandi nomi sono pronti a far tremare la terra ionica.
Come da tradizione, tra un set e l’altro, lo spazio dell’Uno Maggio Taranto sarà dedicato anche alla riflessione. Quest’anno spicca il primo intervento in Italia di Omar Barghouti (BDS), insieme a voci autorevoli come Francesca Albanese e Tomaso Montanari. Il legame con la città resta però il fulcro: la testimonianza di Maria Teresa Daprile, vedova dell’operaio Claudio Salamida e l’intervento del dottor Valerio Cecinati sul reparto di Oncoematologia pediatrica ricorderanno a tutti perché Taranto non può e non deve smettere di lottare.
L’Uno Maggio Taranto è una creatura che vive di passione: completamente autofinanziato tramite crowdfunding su Kickstarter e gestito da volontari. Alla conduzione tornerà il trio Andrea Rivera, Martina Martorano e Serena Tarabini. La grande novità? La maratona social curata dai filosofi di Tlon, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, che racconteranno l’evento a chi non potrà essere sotto il palco, ma ne condivide lo spirito.
Immagine di copertina: fonte ANSA Puglia.
Data: 27 Apr 2026
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