L’origine di questo dolce è legata ad una storia particolare: la leggenda narra che nel Monastero della Santissima Trinità di Monte Sant’Angelo delle monache clarisse stavano preparando l’impasto delle “sacre ostie” in cucina quando alcune di queste caddero in una ciotola di mandorle caramellate al miele e non fu più possibile staccarle.
Così nacque l’ostia “chiene” (ripiena), tipico dolce della zona del Gargano, apprezzato in tutta la regione. La forma è particolare (tonda oppure ovale, di diverse dimensioni); esternamente sono di colore bianco panna e di consistenza molto delicata, internamente il colore è quello marrone scuro delle mandorle tostate e caramellate. Il sapore è dolce, gradevole e intenso con un forte aroma di miele e di cannella che conferisce un leggero retrogusto amaro.
Preparare le ostie mescolando acqua e farina fino ad ottenere una pastella, scaldare la massa ottenuta sul fuoco nell’apposito tegame fino ad ottenere delle cialde di forma ovale lunghe circa 15 centimetri e larghe 7.
In un altro tegame versare il miele, lo zucchero e le mandorle tostate: far sciogliere a fuoco lento il tutto e continuare a mescolare fino a che le mandorle saranno ricoperte da questo denso sciroppo e iniziano a scoppiettare. Aggiungere la cannella, mescolare ancora per pochi secondi e spegnere il fuoco.
Utilizzare un piano d’appoggio (di legno o di marmo) dove posizionare il primo strato del dolce, ovvero la metà di tutte le ostie o cialde preparate; stendere su ognuna il ripieno ancora caldo di mandorle caramellate e coprire con l’altra metà delle ostie.
Per fare in modo che le cialde si incollino al ripieno rimanendo dritte, poggiare sui dolci una tavoletta di legno con dei pesi e lasciare raffreddare. Riproduzione riservata. La riproduzione è concessa solo citando la fonte con link all'articolo.
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Mi dite cos’è questo tegame per le ostie? Grazie distinti saluti
Ciao, dovrebbero essere de ferri tipo quelli per le ferratelle, ma scavati poco in modo da farle venire molto sottili.