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Miulli, primo trattamento in Italia con radioterapia stereotassica

“L'uomo è stato salvato per merito della tecnica mini-invasiva.”
Miulli, primo trattamento in Italia con radioterapia stereotassica

Un paziente in pericolo di vita è stato salvato dallo staff dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti grazie a un trattamento che è stato utilizzato per la prima volta in Italia.

Il degente, affetto da aritmia ventricolare, è stato trattato con radioterapia sterotassica (STAR) invece delle tipiche azioni più comuni per questo tipo di problema. Solitamente, infatti, si è soliti adoperare farmaci, defibrillatori impiantabili e l‘ablazione transcatetere. Alcuni malati, però, non possono beneficiare di tali servizi in quanto presentano una storia cardiaca particolarmente delicata, costituita da interventi cardiochirurgici precedenti, della presenza di valvole cardiache meccaniche o di trombi nel ventricolo sinistro.

Il lavoro dello staff del “Miulli”

È stato proprio questo il caso del paziente di Acquaviva delle Fonti, poi salvato grazie al lavoro interdisciplinare che ha coinvolto le UOC di Radioterapia Oncologica e di Cardiologia dell’Ente, che hanno effettuato l’innovativo trattamento con l’acceleratore lineare di ultima generazione TrueBeam della Varian.

Il pre-trattamento

Prima del trattamento il paziente ha eseguito una diagnostica con valutazione aritmologica, TAC, SPECT e PET cardiaca. Il bersaglio da colpire con le radiazioni è stato delineato con estrema precisione grazie alla collaborazione di cardiologi, radioterapisti e radiologi, mentre il piano di trattamento è stato definito ed approvato dal fisico sanitario e dal radioterapista.

STAR

Dopo essersi accertati delle condizioni del degente, è stato effettuato il trattamento la cui durata è stata di soli 6 minuti, che si è reso possibile grazie a una tecnica non invasiva e guidata da una TAC integrata nell’acceleratore che permette di identificare correttamente il bersaglio e di risparmiare i tessuti sani circostanti.

Il paziente trattato non solo non ha più avuto interventi con shock del defibrillatore ma ha anche avuto un giovamento in termini di regolarità del ritmo. Egli, infatti, non presenta più le numerosissime extrasistoli ventricolari che peggioravano l’efficienza del suo cuore.

Cos’è la radioterapia stereotassica

La radioterapia stereotassica (STAR, STereotactic Arrythimas Radioablation) è un trattamento radiante mirato su aree di tessuto cardiaco danneggiato, ma non completamente morto, che creano cortocircuiti elettrici alla base delle aritmie maligne. La STAR somministra una dose elevata (25Gy in singola seduta), precisa e mirata di radiazioni che produce un danno tissutale, dovuto in parte alla rottura del DNA e in parte al danno vascolare. Ne consegue una morte cellulare che si completa nell’arco di 4-6 settimane.


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