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Masseria Solito, il progetto per il Mudit nel quartiere Tre Carrare di Taranto

“I lavori per il Mudit saranno avviati nella masseria a partire da dicembre 2018.”
Masseria Solito, il progetto per il Mudit nel quartiere Tre Carrare di Taranto

La Masseria Solito di Taranto diventerà un grande polo culturale al centro di un quartiere depredato dal contesto storico nel quale lo stabile è nato. L’iniziativa dell’Amministrazione Melucci diventa, infatti, realtà con l’approvazione del progetto per il quale a settembre saranno aperti i relativi bandi di concorso e i cui lavori avranno inizio a dicembre 2018.

Nel bel mezzo del quartiere tarantino Tre Carrare, la masseria è ormai un rudere, decontestualizzato dal periodo storico seicentesco al quale viene ricondotta la sua genesi, ma presto sarà un centro culturale di primaria rilevanza per la Puglia. Nascerà al suo interno, infatti, il Mudit, il Museo degli illustri tarantini.

Il Progetto

Il rudere, ormai caro al comune pugliese, ha ricevuto i finanziamenti necessari dal bando regionale Community Library per l’avvio dei lavori di un innovativo contenitore di matrice culturale che ospiterà un museo, una biblioteca, una bar ed uno spazio dedicato ad incontri ed iniziative culturali di ogni genere tra cui spettacoli teatrali e concerti.

Il Mudit sarà così motivo di rinascita di un quartiere periferico della città e privo di spazi di condivisione sociale e culturale. Ad occuparsi della sua gestione saranno giovani cooperative sociali o start-up che il Comune di Taranto individuerà tramite l’apertura di un bando per la fornitura di servizi. Sarà l’Associazione Centro Studi Cesare Giulio Viola, invece a curare l’allestimento della masseria e la catalogazione delle opere degli illustri tarantini.

La Masseria Solito

Un bene storico seicentesco che, decontestualizzato dalla sua cornice a causa delle feroci costruzioni avviate nel quartiere a partire dagli anni ’70, stava per essere abbattuto. Il terreno sul quale si erge la masseria, infatti, era stato acquistato da un privato che avrebbe edificato un palazzo di cinque piani. A schierarsi contro le ruspe, allora, sono stati dei gruppi di cittadini e gli attivisti di Rifondazione Comunista che, tramite un gruppo Facebook e manifestazioni davanti ai cancelli del rudere, hanno convinto l’allora Amministrazione Stefàno a cedere al privato un altro terreno di egual valore.

L’immobile, infatti, oltre ad essere una costruzione di un importante valore storico sarebbe stato anche dimora di illustri personaggi. Fu la famiglia Viola ad abitare quelle mura, la stessa che ha dato i natali all’archeologo Luigi Viola, padre del Marta, e al figlio Cesare Giulio Viola, commediografo e scrittore.


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