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Garanzia Giovani Puglia, approvati altri 20 milioni di euro

“L'ulteriore finanziamento si è reso necessario dato l'alto numero di partecipanti al progetto.”
Garanzia Giovani Puglia, approvati altri 20 milioni di euro

Garanzia Giovani in Puglia procede come da piani, tanto che, nelle ultime ore, è stata approvata un’ulteriore copertura finanziaria di 20 milioni di euro.

A darne notizia l’assessore alla Formazione, Istruzione e Lavoro Sebastiano Leo, il quale ha precisato di come si tratti di una variazione che si è resa necessaria per via dello straordinario successo ottenuto dai percorsi formativi messi a disposizione dei giovani dai 16 ai 29 anni.

Come noto, infatti, Garanzia Giovani è un piano strategico pensato per favorire l’occupazione giovanile e si rivolge a tutti quei ragazzi che non hanno un lavoro e che non sono impegnati né in percorsi scolastici né in percorsi formativi.

Il sempre più crescente numero di adesioni a questa iniziativa, aggiunto a quello di partecipazione ai corsi di formazione, ha reso la Regione soddisfatta per l’evidente qualità di scelta che è stata selezionata.

Per poter garantire di portare a termine i progetti formativi previsti fino al prossimo novembre, dunque, si è reso indispensabile individuare ulteriori finanziamenti.

Questi nuovi fondi, come specificato da Leo, sono così stati attinti:

  • 11 milioni di euro dal Patto per la Puglia Fsc 2014-2020
  • 9 milioni di euro dall’Asse VII del Por Puglia 2014-2020

Garanzia Giovani, come funziona

Garanzia Giovani, come specificato sul sito ufficiale, “è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. Con questo obiettivo sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%, che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro, a sostegno dei giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training). 

In sinergia con la Raccomandazione europea del 2013, l’Italia dovrà garantire ai giovani al di sotto dei 30 anni un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro 4 mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale”.


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