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Elezioni, Taranto e Lecce verso il ballottaggio

Perde quota il Movimento Cinque Stelle, risale il centrodestra mentre il centrosinistra resta attardato: sono i dati fondamentali consegnati in eredità alla Puglia dal weekend elettorale. La maggiore attesa era per il voto a Taranto e Lecce, i due comuni capoluoghi di Provincia impegnati nel rinnovo dell’amministrazione nei quali si va verso il ballottaggio: nella Città dei due mari, quando si è a poco più di metà delle sezioni scrutinate, il testa a testa è tra Stefania Baldassarri (centrodestra), direttrice del carcere in aspettativa, al 22,3% delle preferenze, e Rinaldo Melucci (centrosinistra) che segue con il 16,9%. Terzo posto per Mario Cito (At6 Lega Meridionale) con il 12,5% dei voti, mentre Francesco Nevoli (dei 5Stelle) è al 12%. Franco Sebastio, ex procuratore di Taranto, si ferma al 9,2%.

Ieri cittadini al voto in 54 comuni in Puglia

In quel di Lecce l’equilibrio è inferiore: Mauro Giliberti (centrodestra) è in vantaggio con il 45,6% delle preferenze seguito da Carlo Maria Salvemini (centrosinistra) con il 28,8%. In terza posizione c’è Alessandro Delli Noci (centro) con il 16,7%, mentre Fabio Valente (M5S) ha solo il 6%. Complessivamente, si andava al voto in 54 comuni: Il risultato più atteso era quello di Monte Sant’Angelo, città in provincia di Foggia commissariata per infiltrazioni mafiose. E’ stato eletto Pierpaolo D’Arenzo. In Salento, la questione No Tap aveva catalizzato l’ascesa alle urne: a Otranto ha vinto Piepaolo Cariddi, fratello del sindaco uscente Luciano, indagato per abusi edilizi in qualità di progettista e direttore lavori del lido griffato Briatore. A Melendugno, cuore della battaglia contro il gasdotto, premiato il sindaco uscente Marco Potì che ha coinvolto cento amministratori salentini nella rivolta contro Tap.

Un caso di voto inquinato è stato registrato a Castellaneta Marina (Taranto). Due elettori sono stati sorpresi, in sezioni diverse, mentre fotografavano il proprio voto sulla scheda elettorale e sono stati denunciati dai carabinieri. A chiedere l’intervento dei militari, che hanno sequestrato scheda e telefonino, sono stati i presidenti dei due seggi.


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