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De Nittis sui palazzi della periferia di Barletta

“Il progetto è stato proposto dal Laboratorio di immaginazione urbana.”
De Nittis sui palazzi della periferia di Barletta

Barletta potrebbe presto trasformarsi in una galleria d’arte all’aperto grazie al progetto proposto dal Laboratorio di immaginazione urbana dal nome De Nittis e la rivoluzione della periferia.

Erica Davanzante e Massimiliano Cafagna, infatti, hanno pesato di proporre un’iniziativa in grado di far conoscere a sempre più persone la genialità del celebre pittore barlettano.

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Come raccontato dagli stessi ideatori del progetto, il tutto è nato dalla necessità dell’osservare. L’obiettivo, come anticipato, è quello di portare nelle periferie della sua città natale l’arte del pittore, e nello specifico a quella parte delle sue opere non esposte nella collezione barlettana di Palazzo della Marra, ma presenti nei musei più illustri al mondo.

Non si tratterebbe, dunque, di composizioni qualsiasi ma proprio di quelle in cui l’artista è stato in grado di restituire l’impressione della città urbana e suburbana, i cui cambiamenti e la modernità sono stati dipinti attraverso il suo occhio acuto.

De Nittis sui palazzi, alcune delle opere proposte

Questi, giusto per citarne alcuni, i luoghi che sono stati liberati e conosciuti nell’arte urbana:

  • veduta del National Gallery di Londra, conservata al museo Calouste Gulbenkian di Lisbona,
  • Place des Pyramides del Musée d’Orsay a Parigi e l’opera Alle corse,
  • Studio del Middlebury College Museum of Art di Middlebury, nel Vermont.

Qualora il progetto dovesse effettivamente realizzarsi, i quadri stampati sulle parete dei palazzi diventerebbero un manifesto con il quale la città di Barletta sceglie di voltare lo sguardo verso il bello, riunendosi, attraverso l’arte, in questi momenti di distanziamento sociale.

«Grazie alla tecnica – spiegano i due ideatori sulla pagina Facebook del Laboratorio – dello “strett art wheatpaste”, ovvero carta su parete, si può realizzare un vero e proprio museo diffuso tra le facciate sterili della periferia la cui finalità consiste nel recupero di quelle più degradate e attraverso il coinvolgimento attivo dei proprietari come attori della rigenerazione. Non utopia da sognatori, ma lucide possibilità per la città di Barletta grazie ai numerosi finanziamenti ministeriali e regionali che non vietano di far diventare una sperimentazione di arte urbana un vero museo a cielo aperto permanente».


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