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Salute mentale e IA: l’università di Bari e il futuro per la diagnosi nei giovani

Salute mentale e IA: l’università di Bari e il futuro per la diagnosi nei giovani

BARI – La ricerca scientifica pugliese si conferma protagonista mondiale nel campo delle neuroscienze. L’università di Bari è infatti in prima linea in un progetto che unisce salute mentale e IA per rivoluzionare la vita di molti adolescenti, aiutando i medici a capire precocemente cosa succede nella mente dei ragazzi quando soffrono di disturbi psicologici complessi. Lo studio, a cui ha partecipato Alessandro Grecucci, docente di Neuroscienze presso l’Ateneo barese, ha un obiettivo concreto: identificare dei segnali biologici precisi per diagnosticare in tempo problemi come il disturbo borderline di personalità e il disturbo bipolare.

Perché questa scoperta è una speranza per le famiglie?

Spesso capire la sofferenza di un adolescente non è facile: quelli che sembrano sbalzi d’umore tipici dell’età possono nascondere difficoltà più profonde. Grazie a questa sinergia tra medicina e tecnologia, i medici non dovranno basarsi solo sull’osservazione dei comportamenti, ma avranno uno strumento oggettivo per intervenire subito, garantendo ai giovani percorsi di cura personalizzati.

Salute mentale e IA: la scienza spiegata in parole semplici

Per arrivare a questi risultati, pubblicati su prestigiose riviste come il Journal of Affective Disorders, l’università di Bari ha utilizzato tecnologie d’avanguardia. Ecco cosa significano i termini tecnici usati dai ricercatori:

  • i Biomarcatori (le “spie” nel cervello): immaginiamoli come delle “impronte digitali” fisiche. Lo studio ha dimostrato che nel cervello di chi soffre di questi disturbi ci sono dei piccoli cambiamenti visibili solo con strumenti avanzati. Trovare queste spie aiuta a fare una diagnosi sicura.
  • il Machine Learning: per analizzare queste mappe, i ricercatori hanno usato dei “super computer” capaci di imparare dai dati. Questi sistemi analizzano migliaia di immagini cerebrali e trovano collegamenti invisibili all’occhio umano.

Salute mentale e IA: una visione d’insieme sul cervello con il Data Fusion

In un secondo approfondimento apparso su Psychiatry Research: Neuroimaging, i ricercatori hanno utilizzato un approccio chiamato “data fusion”. In pratica, hanno unito diversi tipi di informazioni (come è fatto il cervello e come “parlano” tra loro le diverse aree) per osservare come cambiano negli adolescenti a seconda del loro stato clinico (fasi di tristezza, euforia o remissione). Questa innovazione dimostra che il binomio salute mentale e IA non è solo un concetto teorico, ma una realtà che mette l’eccellenza dell’università di Bari al servizio della salute delle nuove generazioni.


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