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Bitonto, ritornano gli affreschi nella chiesa del Cristo Re Universale

E’ tutto pronto per la riconsegna ufficiale degli affreschi quattrocenteschi del’antica chiesa di Santa Maria della Chinisa, oggi parrocchia di Cristo Re Universale, alla comunità dei fedeli di Bitonto. Martedì 25 ottobre alle ore 18:00, avrà luogo la cerimonia, alla presenza di:

  • don Nicola Cotrone, il parroco
  • Antonio Castorani e Ada Pizzi, rispettivamente presidente e direttore generale della Fondazione Puglia
  • Rosa Lorusso Romito, già funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari
  • Vito Basile, esperto di diagnostica dei beni culturali
  • Sua Eccellenza Mons. Francesco Cacucci, arcivescovo metropolita di Bari-Bitonto
  • dott. Luigi La Rocca, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Bari

Il restauro, costato 12.700 euro, ha impegnato i restauratori Anna Maria e Francesco Riefolo della ditta Esedra di Barletta per circa sei mesi. il lavoro è stato preceduto da un’accurata campagna d’indagini termografiche curata dal dottor Vito Basile della Range Lab srls, e tutte le operazioni di restauro sono state concordate ed effettuate sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari.

La storia

Gli affreschi raffigurano san Bonaventura da Bagnoregio e san Francesco d’Assisi che consegna la regola ai tre ordini: furono scoperti per la prima volta nel marzo 1971 dal centro Ricerche di Storia e Arte di Bitonto, quando le due grandi pale d’altare del pittore Gaspar Hovic, dietro le quali erano celati, vennero spostate per essere sottoposte a restauri dalla Soprintendenza alle Belle Arti della Puglia.
In quell’occasione l’affresco raffigurante san Francesco d’Assisi venne interessato da un intervento di restauro conservativo e la pala d’altare della Vergine Immacolata, che lo copriva, spostata su un’altra parete della chiesa, nella navata laterale. L’affresco raffigurante san Bonaventura da Bagnoregio, invece, dopo essere stato fotografato e catalogato, tornò ad essere occultato dalla grande pala raffigurante “La strage degli innocenti”, fino all’iniziativa dell’attuale parroco don Nicola Cotrone di restituire alla comunità dei fedeli queste preziose testimonianze di arte e fede, attraverso un progetto volto al restauro di entrambe le opere e alla loro valorizzazione.
Il progetto è stato condiviso e cofinanziato dalla Fondazione Puglia attraverso il presidente Castorani e la dg Pizzi. Gli affreschi erano originariamente parte di un ciclo pittorico di dimensioni maggiori, che con ogni probabilità impreziosiva tutte le pareti della chiesa, sul modello della basilica di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina, commissionati dall’ordine dei Minori osservanti che occupava il convento, annesso alla chiesa, negli anni del marchesato di Andrea Matteo III d’Acquaviva.


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