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Aprile, dolce…nascere per le folaghe di Torre Guaceto

Arriva il mese di aprile le folaghe mettono su famiglia nelle acque della riserva naturale di Torre Guaceto, in provincia di Brindisi. Si tratta di una specie di uccello migratore che sverna e nidifica abitualmente a Torre Guaceto, in anticipo rispetto alle altre specie che qui sostano e che metteranno al mondo i propri pulcini fino al mese di giugno. Così, tra le canne di uno dei chiari d’acqua della Riserva è spuntato un nido: saranno ben sei le uova che a breve si schiuderanno con la venuta al mondo di altrettanti piccoli di folaga.

Sei gli esemplari che verranno alla luce nelle acque in provincia di Brindisi

Le folaghe depongono abitualmente 5-6 uova alla volta e la loro grandezza è molto simile a quelle di gallina. Appena nati, a circa 20 giorni dalla deposizione, i pulcini sono già in grado di muoversi autonomamente e nuotare, infatti, iniziano sin da subito a seguire i genitori nella ricerca del cibo. Quando poi questi lanciano l’allarme all’avvicinarsi di un falco o con il presentarsi di un potenziale pericolo, i piccoli corrono a nascondersi tra le piante. La folaga ha piume di colore nero e becco bianco come la parte cornea che ne caratterizza la fronte. Le sue zampe sono lombate, caratteristica che sì la agevola durante il nuoto, ma le permette anche di muoversi sulla terra ferma e di arrampicarsi sulla vegetazione.

Negli anni, la Riserva ha sempre ospitato un paio di coppie di folaghe nel chiaro d’acqua che costeggia la via per la Torre Aragonese, ma da qualche tempo a questa parte le cose sono cambiate. Grazie agli interventi eseguiti nell’ambito del progetto Amjowels per il ripristino e l’ampliamento di un ulteriore chiaro e alle azioni di manutenzione previste annualmente dalla governance dell’Area Protetta, ora le coppie che nidificano in Riserva sono circa 20. A differenza delle anatre che sono animali prettamente acquatici, la folaga è solita allontanarsi dai chiari d’acqua e camminare sui campi che li costeggiano alla ricerca del cibo. Negli scatti di Giuseppe Lanotte, possiamo ammirare…la folaga che verrà.


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