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CASALNUOVO MONTEROTARO – In un’area che combatte da anni contro lo spopolamento, Casalnuovo Monterotaro segna un segno “più” in anagrafe. Il segreto? Trasformare l’accoglienza dei nuovi cittadini in linfa vitale per il territorio. Nel cuore dei Monti Dauni, dove il silenzio dei suoi borghi spesso racconta storie di partenze e case vuote, questo piccolo comune che ha deciso di scrivere un finale diverso e, in netta controtendenza rispetto ai paesi limitrofi, vede crescere la sua popolazione. Un risultato che sa di paradosso, se si pensa che il borgo porta ancora i segni del terremoto del 2002, ma che oggi diventa un modello di resilienza per tutta la Puglia!
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Al 31 dicembre 2025 gli abitanti di Casalnuovo sono saliti a 1.403, guadagnando terreno rispetto ai 1.388 di pochi anni fa. Un dato che brilla come un faro nell’area interna della Daunia, dove la media della perdita demografica sfiora il 6%. Il sindaco, Pasquale Codianni, parla chiaro: nonostante un saldo naturale negativo (27 nati a fronte di 105 decessi) e la cronica emigrazione giovanile, il paese è vivo e cresce. La chiave di volta è stata una scelta politica e umana precisa: investire sul Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI).
Il borgo ha aperto le porte ai profughi internazionali e ai cittadini ucraini, trasformando l’ospitalità in un motore di sviluppo. Oggi nelle aule delle scuole si sentono accenti e lingue diverse, ma per il primo cittadino non ci sono dubbi: sono i nuovi cittadini di Casalnuovo Monterotaro. Molte di queste persone, al termine del percorso di formazione, hanno trovato lavoro nel territorio o nei comuni vicini, scegliendo di stabilire qui la propria casa e il proprio futuro. È l’immagine di una Puglia che non alza muri, ma costruisce ponti, garantendo dignità a chi arriva e vitalità a chi resta.
La sfida allo spopolamento non è vinta definitivamente, in quanto le difficoltà strutturali dei Monti Dauni restano enormi. Ma il “caso Casalnuovo” dimostra che non servono ricette miracolose, bensì il coraggio di rimettere le persone al centro. Investire sull’inclusione, sulla bellezza dei luoghi e sul senso di comunità significa dare una prospettiva di futuro a borghi che altrimenti rischierebbero il declino.
Oltre alla sua anima solidale, Casalnuovo vanta una storia legata all’antica abbazia di Monterotaro. Meritano una visita la Chiesa Matrice dei Santi Pietro e Nicolò e la Cappella della Madonna della Rocca, punto panoramico d’eccezione sul Tavoliere. L’esperienza si completa a tavola con l’autentica cucina dauna: non perdete i cicatelli con rucola e cacioricotta, il tipico pane di grano duro cotto a legna e i salumi locali. Per vivere appieno il borgo, infine, l’ideale è un trekking urbano tra i vicoli del centro, concludendo con una degustazione di olio extravergine locale, il vero oro delle colline foggiane.
Casalnuovo Monterotaro ci ricorda che i piccoli borghi pugliesi non sono solo passato e memoria, ma laboratori a cielo aperto per una nuova idea di Paese: più aperta, più solidale e incredibilmente coraggiosa.
Data: 30 Gen 2026
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