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404 milioni per il riordino ospedaliero: boccata d’ossigeno per la Puglia

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Boccata d’ossigeno per le casse pugliesi destinate alla sanità. Il piano di investimenti (programmazione 2014/2020) di Fondi europei (FESR) permetterà alla Puglia di potenziare e migliorare i servizi di assistenza e cura extraospedalieri per una cifra complessiva di 404 milioni di euro: a spiegarlo ieri in conferenza stampa il governatore Michele Emiliano, accompagnato dall’assessore regionale al Welfare Salvatore Negro, il direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia Giovanni Gorgoni e i direttori generali delle sei Asl pugliesi. “Siamo ad una vera svolta che non ci consente alcun altro tipo di ragionamento, né di campanile né di altra natura, se non quello ispirato a criteri di territorialità, solidarietà ed economicità-le parole di Emiliano-Con l’ultimo piano di riordino sono state chiuse in Puglia molte strutture ospedaliere con l’intesa, con i territori, che sarebbero state riaperte con funzioni non ospedaliere ma sociosanitarie, soprattutto medicina del territorio. Molte cose di straordinaria importanza che prima venivano scaricate sugli ospedali, ad altissimo costo, ora potranno essere gestite in modo diverso, direttamente sul territorio”.

“Siamo al vero punto di svolta della sanità pugliese che consiste nel riequilibrare il sistema, in molti casi ancora molto ospedalocentrico, sul territorio” la certezza del premier pugliese. La prima fase, avviata già a fine dicembre, ha consentito l’individuazione di 139 progetti, di cui 66 hanno una priorità alta e ammontano a più di 230 milioni di euro, 52 sono stati definiti con una priorità media e ammontano a circa 200 milioni di euro e 21 hanno una priorità bassa e si assestano sui 60 milioni di euro. “Il Servizio Sanitario Nazionale infatti negli anni è diventato il più potente meccanismo, distorto, di spesa pubblica-rilancia Emiliano- Tornare indietro e disincrostare questo sistema è un obiettivo che si può realizzare, dal nostro punto di vista, con questo processo cui stiamo lavorando e che comprende, tra le altre cose, investimenti in tecnologia, per esempio poter curare le persone da casa e monitorarle, o avere la possibilità di prevenire le malattie cardiologiche e gestire gli scompensi cardiaci”.

Sul tavolo restano 242 milioni di euro, da gestire per deroghe sulle assunzioni e rinforzare il sistema

E’ necessario dunque che nel piano di riordino ci sia una inversione di tendenza con una vocazione al sociosanitario e al territorio molto più spiccata rispetto al passato. “E questo perché evidentemente – ha concluso il Presidente – il processo è giunto a maturazione e le regole che ci sono imposte sono molto particolari. Ad esempio, il costo del personale ha dei limiti fortissimi in sanità. Noi dovremmo decidere venerdì prossimo (a Roma in commissione sanità ndr) cosa fare della quota eccedente la cifra che dobbiamo pagare come stipendi e che ammonta a circa 242 milioni di euro. Dovremmo decidere cioè quale parte di questa somma andrà in deroghe sulle assunzioni del personale e quale invece andrà sul rinforzo del sistema del quale stiamo parlando oggi con l’utilizzo di altre fonti di finanziamento quali i fondi europei. Stiamo cercando di recuperare il tempo perduto e credo che a breve potranno partire i cantieri che doteranno molti comuni di queste strutture delle quali c’è una vera e propria fame”.

La dotazione finanziaria permetterà alla Puglia di implementare soprattutto i servizi sul territorio, i servizi sociosanitari, ma anche di dare attuazione a quanto previsto dal piano di rientro già nel 2010, cioè la riconversione delle strutture ospedaliere dismesse. “Quella garantita dai finanziamenti Fesr è una opportunità che coglieremo pienamente – ha sottolineato infine Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento Salute – e in questa fase di avvio del nuovo piano di riorganizzazione ospedaliera diventa una occasione preziosa di sostegno al potenziamento della sanità territoriale. Abbiamo lavorato in stretta collaborazione con tutti gli organi tecnici delle Asl che conoscono i territori e le esigenze, a loro chiederemo il sostegno continuo alla realizzazione delle progettualità nel rispetto dei termini previsti. Insieme a loro e ai tecnici dell’Assessorato e del Dipartimento abbiamo definito priorità e cronoprogrammi in un’ottica di multidisciplinarietà che è l’unica possibile quando l’obiettivo unico è il miglioramento dello stato di salute e benessere dei cittadini”.


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