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Un’app per superare i disturbi del linguaggio, l’idea è di tre baresi

Un’app per superare i disturbi del linguaggio, l’idea è di tre baresi

A vincere il PIN, progetto promosso dalla regione Puglia per finanziare le nuove idee imprenditoriali, è “Il castello di Parole”, un’app rivoluzionaria il cui fine è supportare i bambini nell’apprendere meglio le complessità del linguaggio umano, per superare i disturbi del linguaggio.

L’applicazione si basa sul concetto dell’imparare giocando e un maghetto aiuterà i bambini con disturbi del linguaggio ad imparare meglio lettura e scrittura. I destinatari sono i giovani anche di più tenera età, abituati sin da subito a svolgere lavori e giochi su apparecchiature digitali come smartphone e tablet quindi capaci di sfruttare appieno il potenziale che le strutture telematiche portatili hanno da offrire per gestire al meglio le loro problematiche.

Il PIN è un’iniziativa delle Politiche Giovanili della Regione Puglia dedicata ai giovani residenti del territorio di età compresa tra i 18 ed i 35 anni composti in gruppi di almeno due persone con l’intento di sviluppare progetti di base culturale, tecnologica e sociale. I vincitori sono risultati un terzetto barese composto da Chiara Lovopa, logopedista, Giacomo Pennacchia, informatico e Pietro Fanelli, mediatore commerciale.

Partendo da una problematica come la mancanza di strumenti adeguati sul mercato per svolgere al meglio un lavoro educativo nei confronti di bambini con problemi di linguaggio hanno deciso di sviluppare un’app per valorizzare un approccio ludico e tecnologico a scopo terapeutico, primo passaggio di quelli che in seguito saranno una serie di eventi e portali web dedicati a confronti sull’argomento.

Aperta l’applicazione un piccolo maghetto guiderà i giovani utenti attraverso giochi dedicati alla lingua italiana che si snoderanno su vari livelli e gradi di difficoltà da superare. La versione beta, sviluppata solo su iOs, è stata testata su di un gruppo di 20 bambini di età compresa tra i 5 ed i 7 anni con risultati soddisfacenti. Quella realizzata dai tre ragazzi baresi è una delle poche alternative al più semplice materiale cartaceo che viene prevalentemente utilizzato sul territorio italiano, diventando quindi particolarmente innovativa per tutti gli esperti del campo.


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