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Tumori neuroendocrini, a Barletta prima Pet con Gallio 68

“La Tomografia ad emissione di Positroni è stata eseguita per la prima volta in Puglia.”
Tumori neuroendocrini, a Barletta prima Pet con Gallio 68

Un passo avanti importante nello studio di tumori neuroendocrini all’Ospedale Dimiccoli di Barletta: per la prima volta nella Regione Puglia nella unità operativa diretta dal dottor Pasquale Di Fazio è stata eseguita una Pet (Tomografia ad emissione di Positroni) con Gallio 68 per lo studio e la diagnosi del tumore del neuroendocrino, patologia rara di cui sino a poco tempo fa si conosceva ben poco. 

Tumori neuroendocrini, cosa sono

“Questo tipo di tumore non ha una sede elettiva e si può sviluppare in qualsiasi parte del nostro corpo – dice Pasquale Di Fazio – le sedi maggiormente interessate sono intestino, polmone, fegato e pancreas. Avere quindi una metodica diagnostica accurata come la Pet in abbinamento ad un radiofarmaco come il ­Gallio 68, ci permette di individuare correttamente la patologia, di studiare le progressioni di malattia e quindi le metastasi e soprattutto ci permette di orientare la terapia e di comprendere se è utile una terapia con farmaco radioattivo o meno”.

“L’avvio di questa attività ci permette di affermare che – continua Di Fazio – siamo l’unico centro in Puglia a poter garantire diagnosi e cura attraverso l’esame diagnostico e le attività della Radioterapia metabolica dove è possibile somministrare il farmaco in fase di terapia. Stiamo parlando di “teragnostica”, cioè di diagnosi e terapia combinate per una medicina sempre più personalizzata. Garantiremo la massima collaborazione a tutte gli oncologi e gli endocrinologi della Regione che si occupano della diagnosi e della cura di questo particolare tumore”.  

Patologie endocrinologiche, eccellenza pugliese a Barletta

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato – dice Alessandro Delle Donne, Direttore Generale della Asl Bt – la Medicina Nucleare di Barletta con tutta la sua equipe rappresenta una eccellenza del nostro territorio, capace di misurarsi con possibilità diagnostiche sempre all’avanguardia. Soprattutto però mi preme sottolineare che questo importante passo in avanti rientra in un disegno molto più ampio di offerta di assistenza e cura per tutte le patologie endocrinologiche. Abbiamo infatti chiesto e ottenuto, a stralcio del piano di riordino ospedaliero, l’attivazione a Bisceglie di una unità operativa di 12 posti letto di Endocrinologia: sarà attiva già a ottobre e a guidarla sarà il dottor Francesco Logoluso. Questo significa affrontare con un disegno completo e di insieme la mobilità passiva dei pazienti con patologia endocrinologica. Finalmente potranno essere presi in carica e guidati lungo tutto il percorso, dalla diagnosi con apparecchiature dedicate come l’ecotomografo ed ecografi di alta fascia dedicati che abbiamo appena acquistato, all’intervento chirurgico quando necessario grazie al potenziamento della stessa attività proprio su Bisceglie fino alla cura. Un vero e proprio percorso diagnostico-terapeutico che consentirà ai nostri pazienti di restare sul territorio, di potersi curare a casa loro, senza dover necessariamente rivolgersi in strutture fuori regione”. 


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