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Puglia contro Campania, questa volta lo scontro è sul pomodoro lgp

Per la cultura italiana il cibo è sacro, ed è un marchio riconosciuto a livello mondiale. Un’esaltazione che potrebbe finire qui, se non fosse per la concessione dei marchi d’origine e qualità. Quello tra Puglia e Campania è uno scontro tra regioni iniziato lo scorso 28 agosto 2017 quando venne avanzata la proposta di premiare la mozzarella di Gioia del Colle con il marchio Dop. L’inizio di una diatriba sulla semantica del concetto di mozzarella e sui dubbi sull’origine della stessa, in Puglia. Uno scontro aspro dove ci si giocava l’immagine stessa della bontà del prodotto, cercando di evitare una confusione tra i marchi dei due diversi territori che avrebbe inevitabilmente danneggiato la commerciabilità del prodotto campano. Uno scontro vinto dal tavoliere, dopo aver dimostrato quanto sia degno il prodotto di Gioia del Colle di essere equiparato alla bufala realizzata alle pendici del Vesuvio.

La storia si ripete, questa volta per i pomodori lgp: sette i milioni di quintali prodotti al sud di cui il 95% solo in provincia di Foggia, ma la richiesta per l’Identificazione Geografica Protetta proviene per il territorio di Napoli. Una decisione dell’industria del pomodoro dettata da scelte di marketing, legate ad un’immagine storica del prodotto che da sempre si associa alla famosa pummarola, per giovare all’idea del pomodoro italiano all’estero.

È stato il ministro all’agricoltura della regione Puglia Di Gioia a chiedere ai suoi corregionali di esprimersi al riguardo, convocando un’assemblea con i produttori delle Op foggiane per definire una strategia commerciale. La proposta viene difatti percepita come una presa in giro, poiché si lede al prodotto “nostrano” mentre in Campania c’è poco o nulla di pomodoro coltivato e tutto ciò che concerne la sua trasformazione ha in quelle terre solo la sede legale, mentre il lavoro vero e proprio viene effettuato nel foggiano. Viene colpito quindi quello che è ritenuto il prodotto di maggior qualità che ha da offrire il territorio del nord-barese. Uno scontro quindi tra provincia di Foggia e l’Anicav, l’associazione delle industrie del pomodoro, che potrebbe durare ancora a lungo.


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