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ANDRIA – Nato ad Andria il 9 luglio 1936 come Pasquale Zagaria, ma per tutti è, e resterà sempre, l’unico e inimitabile Lino Banfi. A un passo dal traguardo dei novant’anni l’attore che ha trasformato il dialetto pugliese in una lingua universale torna in libreria il 28 parile con “90, non mi fai paura!” (HarperCollins Italia), un memoir intimo e potente che svela l’uomo nascosto dietro la maschera comica.
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“90, non mi fai paura!” è un viaggio a ritroso che parte da un’infanzia segnata dalla paura delle bombe e attraversa momenti incredibili: la decisione giovanile di entrare in seminario, la fuga a diciott’anni per inseguire il sogno della recitazione e i giorni duri passati a vivere per strada a Roma, quando il successo sembrava un miraggio lontano. Dagli esordi nel teatro di varietà ai primi ruoli accanto a giganti come Domenico Modugno, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Lino Banfi ripercorre la scalata che lo ha portato a diventare il protagonista assoluto della commedia all’italiana (chi non ricorda l’iconico Oronzo Canà?) e il pilastro di serie cult come Un medico in famiglia.
Tra le pagine di questo racconto c’è molto di più delle luci della ribalta. Lino si apre con coraggio sulle sfide più dure della sua vita: il dolore immenso per la scomparsa dell’amata moglie Lucia, i pensieri più bui e un incidente drammatico da cui è uscito per miracolo. Il rapporto quasi confidenziale con la “signora morte”, scacciata via con una battuta, fedele alla sua filosofia di trovare sempre un raggio di sole anche nella tragedia.
“Non ho paura”, scrive Lino Banfi, e lo dimostra con la solita genuinità che lo ha portato nel 2019 a essere nominato membro dell’Unesco per l’Italia. Un libro che è un atto d’amore verso il suo pubblico e verso quella terra, la Puglia, che porta sempre con sé in ogni parola e in ogni gesto.
Immagine di copertina: fonte ANSA Puglia.
Data: 7 Apr 2026
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