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Coldiretti, anticipazione della vendemmia in Puglia per la siccità

Diverse le conseguenze della siccità in Puglia, tra questa l’anticipazione della vendemmia di almeno una settimana con un calo del 20% circa nella campagna vitivinicola di quest’anno in Puglia, con una conseguente diminuzione della resa in mosto, stando a quanto previsto da Coldiretti Puglia.

Il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ha infatti dichiarato che la maturazione sarà anticipata di almeno una settimana, a causa della perdurante siccità e delle alte temperature. A partire dalle uve chardonnay prima del ferragosto, a queste seguiranno quelle da primitivo, negroamaro e si chiuderà con il nero di troia e l’aglianico. La pressione definita fitopatologica risulta essere assente per il clima secco. Le imprese si dovranno quindi cimentare con la dematerializzazione dei registri in cantina che produrrà potenzialmente una maggiore semplificazione per l’approvazione del Testo Unico sul vino. Si spera che gli organi preposti al controllo affianchino la fase sperimentale con misure di comprensione per la difficoltà di questo momento transitorio. Al momento sono 6 le IGP ovvero le indicazioni geografiche protette: Tarantino, Valle d’Itria, Salento, Murgia, Daunia, Puglia.

I vini pugliesi DOC, ovvero con denominazione di origine controllata, sono 29 e detengono un inestimabile valore insito sia nello stesso prodotto agroalimentare che nella professionalità imprenditoriale che lo salvaguarda in difesa della stessa salute dei consumatori. «La diminuzione dei quantitativi prodotti e la popolarità anche internazionale di eccellenze varietali uniche quali primitivo, negroamaro e nero di troia – come ha sostenuto Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – il successo di importanti vini a DOP quali il Primitivo di Manduria, il Salice Salentino e il Castel del Monte, per citare i più conosciuti, espongono il comparto a rischio frodi e speculazioni. Prezioso il lavoro di Ispettorato Centrale Repressione Frodi, Nas, Corpo Forestale, affiancati negli ultimi anni dagli organismi di controllo terzo delle DOP e IGP, relativo ai controlli in campo, per la verifica del rispetto delle rese per ettaro sia delle uve fresche che di quelle appassite sulla pianta. Nonostante il calo produttivo, il comparto conferma la grande dinamicità e di essere punto di riferimento per vocazione, capacità di raccontare e promuovere al meglio il territorio, innovazione e grande propensione all’internazionalizzazione».

Diversi sono i fattori che compongono questo mix vincente che parte dalle forti potenzialità territoriali e delle varietà autoctone, attraverso le capacità imprenditoriali dei vitivinicoltori pugliesi e alla lungimiranza politica della regione che nel corso degli ultimi anni ha convogliato importanti risorse su investimenti tecnologici e di promozione. Inoltre in Italia si è rinforzato il sistema di controlli del settore.


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