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Cece nero di Acquaviva delle Fonti, prelibatezza murgiana

“Tutta la storia del gustosissimo cece nero della Murgia.”
Cece nero di Acquaviva delle Fonti, prelibatezza murgiana

La Puglia in tavola offre dei gustosi piatti caratteristici che necessitano di essere conosciuti e assaggiati. Tra le tante prelibatezze ce n’è una proveniente direttamente dal comune di Acquaviva delle Fonti, il cece nero, uno squisito prodotto nostrano con una storia tutta da conoscere.

Oltre al suo sapore differente rispetto agli altri legumi, il cece nero è conosciuto specialmente per la sua facile coltivazione, dato che non ha mai bisogno di essere irrigato, e grazie alla sua particolare caratteristica di non temere il freddo e la siccità, questo prodotto viene seminato a fine ottobre e raccolto a luglio.

Storia del legume di Acquaviva delle Fonti

Le origini del cece nero non sono ancora chiare, ciò che è noto è che questo prodotto fosse molto utilizzato dai pugliesi in quanto il legume veniva largamente consumato negli anni Sessanta come sostituto alle proteine animali: in questo periodo, infatti, solo i più facoltosi potevano consumare la carne, mentre tutti gli altri erano costretti a prediligere ceci, fagioli o fave.

La tradizione di Acquaviva delle Fonti prevedeva che, ad una nuova nascita, alla neo mamma venisse cucinato un brodo di ceci neri: le sue proprietà intrinseche avrebbero dovuto risollevare la donna dalle fatiche del parto.

Questa simpatica usanza, però, con il boom economico e con il largo consumo di carne, iniziò a venire meno: le coltivazioni del legume iniziarono pian piano a scemare.

Alcuni coltivatori, però, hanno evitato il peggio continuando con la loro testardaggine e volontà di preservare questo gustoso prodotto continuandolo a coltivare come sempre. Il loro impegno è stato premiato: questa prelibatezza continua ad essere consumata ancora oggi.

Come si presenta il cece nero

Il cece nero, così chiamato per il suo colore, è anche conosciuto con il nome di cece del solco dritto. Questo nomignolo gli è stato attribuito in quanto questo legume si presenta come con una buccia nera non molto spessa, dall’interno tendente al giallo.

Il loro gusto particolarmente saporito li fa prediligere tutt’ora a quelli più comuni ‘bianchi’. Nel territorio di Bari, quindi, questi prodotti vengono preferiti per essere cucinati nelle zuppe e nelle passate, tanto da essere entrato a pieno regime nel presidio slow food pugliese.


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