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Brindisi, un film per l’ambiente con Punzi contro i colossi di Eni ed Enel

Puglia, terra di contrasti e paradossi, che spesso e volentieri paga lo scotto del dover stare al passo coi tempi nonostante tutto. Per questo, a panorami meravigliosi e tramonti sul mare si alterna una realtà industriale che ci crede e cerca di crescere per garantire un futuro ai suoi abitanti.

Il dazio viene saldato in questo caso dal territorio brindisino, dove, come conseguenza di questo sviluppo improvviso, si aspetta la bonifica di un terreno vasto 5800 ettari ed una porzione marina di 5600. Un’ambiente vastissimo del cui degrado alcuni attribuiscono la colpa al colosso petrolchimico Eni ed alla centrale a carbone dell’Enel, tra le più grandi d’Europa, i cui combustibili fossili transitano abitualmente dal porto di Brindisi, da sempre uno dei più grandi dell’Adriatico.

Così, lo scalo marittimo della città si conferma fulcro economico per il commercio e l’energia in Italia, ma, secondo i dati, ad un prezzo altissimo. Uno studio del CNR del 2013, non a caso, segnala come nel territorio le malformazioni cardiache neonatali siano ben oltre il cinquanta percento più alte che nel resto d’Europa. Lo scorso anno, di rimando, il 2017, la Regione Puglia pubblica delle analisi epidemiologiche che dimostrano come gli inquinanti delle centrali siano le ragioni alla base di un aumento di tumori, leucemie e malformazioni nel profondo subarese.

È con un profondo desiderio di denuncia che Corrado Punzi, dottore di ricerca in potere e comunicazione, ha realizzato il cortometraggio Vento di Soave. Un titolo con un riferimento diretto alla Divina Commedia dantesca, che rimanda a come Alighieri descrive nella sua opera le antiche gloriose dinastie allora regnanti nel sud Italia. Un netto contrasto con la situazione attuale, come intende sottolineare l’autore, che nel suo lavoro palesa la situazione in atto su quello che è il suo suolo natio, il Salento. Quello della vita a tratti ancora rurale, affiancato dai grandi colossi industriali. Quello delle conseguenze della modernità.

Dopo una prima proiezione avvenuta a Lecce il film si prepara ad una seconda a Calimera. Uno spettacolo da vedere per chiunque desideri comprendere al meglio ciò che sta avvenendo nella provincia di Brindisi, per crearsi un punto di vista critico su una situazione ambientale industriale ed ambientale che comprende tutti.

Il trailer

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