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Puglia e IA: dopo il progetto REG4IA la regione guida la sperimentazione dell’Intelligenza Artificiale nella PA

“La Puglia si conferma laboratorio e capofila nazionale dell'Intelligenza Artificiale nella PA grazie al progetto REG4IA da 4,6 milioni di euro. Il punto dopo i tre giorni di convegno al Kursaal Santalucia di Bari.”
Puglia e IA: dopo il progetto REG4IA la regione guida la sperimentazione dell’Intelligenza Artificiale nella PA

Per tre giorni Bari è stata la capitale italiana del confronto sull’intelligenza artificiale applicata alla cosa pubblica. Dal 7 al 9 luglio 2026, negli spazi del Kursaal Santalucia, amministratori, dirigenti e tecnici si sono ritrovati per discutere di formazione, opportunità e criticità legate all’impiego dell’IA nella Pubblica Amministrazione. Un appuntamento che ha confermato la Puglia come territorio di riferimento a livello nazionale, sulla scia del progetto REG4IA, l’iniziativa Puglia e IA che vede la regione nel ruolo di capofila di un hub interregionale dedicato alla sperimentazione di soluzioni intelligenti al servizio degli enti pubblici.

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Regole prima di tutto: la produttività da sola non basta

Prima ancora della tecnologia, la vera sfida si gioca sul terreno delle regole. Lo ha ricordato, proprio da Bari, Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, secondo cui “l’intelligenza artificiale senza regole chiare e senza una contrattazione preventiva rischia di diventare solo un gigantesco moltiplicatore di disuguaglianze”. Un monito che riporta al centro il legame tra innovazione e tutela di chi lavora.

Del resto, l’aumento della produttività è sicuramente uno dei fattori trainanti che hanno spinto molte aziende a investire nell’intelligenza artificiale. Dall’energia all’agricoltura, fino al settore dell’intrattenimento, le applicazioni di questa tecnologia si stanno moltiplicando rapidamente. Il mondo dei videogiochi ne è un esempio significativo: mentre sempre più case sviluppatrici puntano sull’IA per ottimizzare e accelerare i processi di sviluppo, cresce parallelamente il dibattito sulle possibili conseguenze per il lavoro umano, specialmente per quanto riguarda originalità e valore del prodotto finale. Il nodo, allora, non è frenare il progresso ma governarlo: i guadagni di efficienza dovrebbero tradursi in migliori condizioni per le persone, soprattutto nei comparti dove creatività e ingegno restano un valore difficilmente replicabile da un algoritmo.

Tre giorni a Bari: le competenze al centro della transizione digitale

Il confronto barese ha messo intorno allo stesso tavolo i principali attori della transizione digitale del Paese: dall’AgID al Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio, dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale alla Rete dei Responsabili per la Transizione Digitale, insieme a numerose Regioni. Il filo conduttore dei lavori è stato netto: senza competenze diffuse non esiste una vera innovazione.

Lo ha ribadito l’assessore regionale Sebastiano Leo, per il quale “oggi l’Intelligenza Artificiale è una questione politica, sociale e democratica e deve diventare uno strumento per rafforzare la capacità decisionale pubblica”. Innovare, ha aggiunto, “significa governare il cambiamento”: l’IA “deve essere accompagnata da regole, trasparenza, responsabilità e competenze”, perché “la vera sfida è culturale prima ancora che tecnologica”. Da qui il monito che ha chiuso l’evento, “bisogna formare per non emarginare”, così da evitare che la rivoluzione digitale finisca per allargare i divari sociali e territoriali invece di ridurli.

Puglia e Bari, laboratorio nazionale dell’IA pubblica

Non è un caso che sia stata proprio la Puglia a ospitare questo appuntamento. La regione è capofila di REG4IA, il progetto nazionale promosso dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale e finanziato con oltre 4,6 milioni di euro, che coordina un hub interregionale insieme ad Abruzzo, Marche, Umbria, Campania, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano. L’obiettivo è mettere a punto e testare soluzioni concrete per gli uffici pubblici, dalla redazione degli atti amministrativi alla gestione di bandi e appalti, fino alla verifica della conformità etica e normativa dei modelli, in linea con l’AI Act europeo.

L’approccio scelto è quello della governance-first: la tecnologia a supporto delle decisioni, mai in sostituzione delle persone. Un modello che consacra Bari e la Puglia come laboratorio nazionale dell’IA, dall’innovazione nella gestione dei servizi pubblici fino ai progetti dedicati all’inclusione scolastica. La sperimentazione è appena partita, ma la rotta è tracciata: fare della regione un punto di riferimento per un’amministrazione più efficiente, trasparente e vicina ai cittadini.


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