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I frantoi di Andria e Ruvo di Puglia conquistano tutte e quattro le categorie del prestigioso Zefferino d’Oro Monini 2026, celebrando l’eccellenza dell’olio pugliese e della filiera olearia della nostra terra. La Puglia si conferma così la regina indiscussa dell’olio extravergine d’oliva italiano. Nel corso della splendida serata di gala svoltasi settimana scorsa a Spoleto, in Umbria, la nostra regione ha fatto un clamoroso en plein portandosi a casa tutti i premi. L’evento, ideato e promosso dallo storico marchio Monini, è da anni l’appuntamento di riferimento per incontrare i produttori del miglior olio EVO 100% italiano e fare il punto sulle sfide future e sugli scenari competitivi di un comparto fondamentale per l’economia e la cultura del Paese.
Davanti a una platea di venti selezionatissimi frantoiani provenienti da tutta Italia, le aziende agricole pugliesi hanno letteralmente dominato la scena, portando a casa il massimo riconoscimento in tutte e quattro le categorie previste dal premio.
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Il trionfo dell’olio pugliese assume un valore ancora più alto se si considera il severissimo processo di selezione a cui vengono sottoposti gli oli per lo Zefferino d’Oro Monini 2026. Ogni anno, durante la campagna olearia, i produttori che conferiscono il proprio prodotto a Monini possono aderire all’iniziativa. Da quel momento l’olio affronta un doppio e rigidissimo esame.
Dalla somma di questi punteggi scientifici e sensoriali emergono solo gli extravergini di qualità nettamente superiore e, in questa eccellenza, l’olio pugliese e la nostra terra hanno dimostrato una superiorità schiacciante.
Le ambite “Lattine d’oro” sono state assegnate ai maestri frantoiani che hanno saputo esprimere al meglio le sfumature della materia prima, con una menzione speciale per la città di Andria, capace di portarsi a casa tre premi su quattro.
“L’olio extravergine di oliva italiano gode storicamente di un posizionamento premium e il mercato ne riconosce la grande qualità”, ha commentato con orgoglio Zefferino Monini, presidente e amministratore delegato del gruppo. “Ma in un settore sempre più competitivo, è fondamentale rafforzare l’attenzione verso le buone pratiche di coltivazione. Questo è il modo migliore per proteggere la filiera e salvaguardare un patrimonio che non è solo economico, ma profondamente culturale”.
Una visione che i frantoiani pugliesi applicano ogni giorno nei loro campi, custodi di una tradizione liquida che continua a dare lustro e prestigio all’intera regione.
Data: 8 Giu 2026
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