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FOGGIA – Biagio Antonacci, ospite d’eccezione dell’Università di Foggia per l’incontro “Convivendo, musica e bellezza” che si è tenuto giovedì scorso, ha letteralmente aperto il cuore agli studenti e alla città, rivendicando con orgoglio le proprie radici. Sebbene nato a Milano, il padre era di Ruvo di Puglia e il legame con la nostra terra è sempre rimasto profondo e viscerale: “la mia parte pugliese è quasi invadente – ha dichiarato con un sorriso – perché c’è la passione, la voglia di comunicare e quella zona nostalgica che appartiene solo a noi”.
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Davanti a una platea attenta di giovani studenti dell’Università di Foggia, Antonacci ha riavvolto il nastro dei ricordi, tornando a quelle estati passate a Bari sin da quando aveva un anno. Un racconto fatto di dialetto, sapori autentici e scoperte musicali: “Domenica con papà andavamo sul lungomare a comprare le cassette di Pino Daniele, Bob Marley e Lucio Dalla sulle bancarelle. La Puglia per me è l’odore del pesce crudo – che mangio con naturalezza anche altrove, facendomi prendere per pazzo – e la ricerca del sole. È qualcosa che hai nel DNA”.
Ma la sorpresa più bella per i fan della Capitanata è arrivata con l’annuncio delle tappe estive. Biagio Antonacci tornerà infatti in provincia di Foggia per un evento unico, completamente in acustico, nella cornice millenaria dell’Anfiteatro Romano di Lucera, tra il 28 giugno e il 2 agosto. Dopo aver visitato il sito storico, il cantautore è rimasto stregato: “C’era quell’odore di erba tagliata, simbolo di freschezza e accoglienza. Non è il primo anfiteatro dove andrò a suonare, ma qui ho avuto subito la sensazione di sentirmi a casa”. Un appuntamento che si preannuncia come uno dei più suggestivi dell’estate pugliese 2026.
Non è mancata una riflessione sul panorama attuale, con un occhio al Sanremo appena concluso: “è stato il Festival dei giovani che avevano qualcosa da dire, un cambio d’epoca”. Sul futuro della discografia, infine, Biagio Antonacci è stato chiaro: “non esiste il bello o il brutto, ogni testa ha la sua frequenza. Ben venga se la musica cambia: significa che il nostro cervello è in continua evoluzione”.
Immagine di copertina: fonte ANSA Puglia.
Data: 11 Mar 2026
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