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Continuano le innovazioni nell’ambito della Xylella. L’ultima (importante) novità è stata ideata dall’Università di Bari e da un istituto di ricerca privato di Conversano: questa collaborazione ha portato alla luce un macchinario che promette di eliminare dal terreno l’insetto vettore del batterio che sta uccidendo gli ulivi pugliese.
Il macchinario, presentato dal prof. Alessandro Massaro dell’Università di Bari, stando a quanto sostenuto dai ricercatori, potrebbe ridurre fino al 99% le popolazioni dei vettori di Xylella fastidiosa pauca e ha un costo che varia dai 50 ai 100 mila euro. La sua tecnica permette, inoltre, di agire in maniera sostenibile dal punto di vista economico e ambientale.
Come sottolineato durante la presentazione, esiste già un prototipo di questo macchinario, brevettato a fine 2018, che ha già visto una fase di sperimentazione sul campo. Questa costruzione è da utilizzare tra febbraio e marzo, durante il periodo di incubazione dell’insetto sul terreno ed è costituita da un rimorchio appositamente studiato per la distruzione delle uova del vettore. I dati delle prime sperimentazioni hanno evidenziato come il 99% di queste uova siano state distrutte grazie alla vaporizzazione ad altissime temperature. Il macchinario, infatti, è pensato per analizzare in un primo momento il terreno e solo in un secondo momento, dopo aver immagazzinato i dati, passa al getto di vapore.
La meccanica della macchina, come spiegato dai ricercatori, può essere anche utilizzata per diversi trattamenti, tutti stabiliti in base alla tipologia dei terreni, impiegando anche dei prodotti chimici ma solo se necessario. Il nuovo macchinario, quindi, è appositamente costruito per distribuire una sequenza ravvicinata dei fattori di mortalità che, se rilasciati singolarmente, andrebbero applicati più volte. La sua tecnologia, inoltre, permette di bonificare fino a 3 metri al secondo di terreno.
Il percorso compiuto, infine, può essere strettamente monitorato per mezzo del gps. Il tutto, come evidenziato dai ricercatori, è stato studiato in chiave green ed economica.
Data: 10 Dic 2019
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Ho visto un video, girato in Cina che per disinfettare il terreno, ed evitare lo sviluppo di organismi nocivi alla coltura, prima della piantumazione, utilizzavano dei grossi cannelli da saldatore e con questi passavano a pochi cm. la grossa e bollente fiamma sul terreno senza tralasciare nulla. Spiegavano che il metodo già utilizzato da molti secoli, ma con torce vegetali è un ottimo sistema per garantirsi l’immunità a moltissime malattie delle piante. Forse anche per la xylella si potrebbe usare il medesimo sistema sul terreno e il cannello costerebbe pochissimo!!
Spero davvero che funzioni!