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Pizzica salentina, il ritmo pugliese e le sue leggende

Colori, sapori e odori, altre parole non servono per descrivere quella che è stata, per la seconda volta, nominata la regione più bella al mondo, la Puglia. In realtà un’altra parola serve per racchiudere il tutto: la pizzica. Nata come danza popolare attribuita in particolar modo a Taranto e a tutto il Salento, la pizzica salentina racconta decenni di tradizione e folclore nostrano. Diverse sono le canzoni di pizzica salentina divenute poi famose in tutto il mondo come simbolo culturale. Anche se considerata per molti anni come forma di arretratezza culturale di cui vergognarsi, quale modo migliore per accogliere a corte il re Ferdinando IV di Borbone se non a suon di pizzica?

Quello che può sembrare un modo rozzo di far festa, cela dietro il suo fazzoletto bianco un mondo da scoprire; si aprono le danze, si agita il tamburello, si sventola il fazzoletto e il gioco è fatto. La pizzica è ritmo di festa, di amicizia e di amore. La donna sventolava il suo fazzoletto bianco nell’aria e lo porgeva all’innamorato da lei prescelto. Un ballo di gruppo con passi senza pregiudizi ma all’insegna del divertimento vede schierarsi anche coppie dello stesso sesso.

Quali sono i requisiti giusti per ballare la pizzica? Senso del ritmo, musica, allegria, passione ma soprattutto dei piedi non troppo delicati; insomma la pizzica va ballata a piedi nudi come senso di unione con la madre terra. Se siete dei turisti pronti a trascorrere le vostre vacanze estive in Puglia, non esitate a immergervi in questo mix esplosivo di festa e tradizione, non ve ne pentirete.

La musica della pizzica è stregata, s’insidia nel corpo e nella mente e non ti lascia andar più via. Un pizzico di fantastico da sempre è stato racchiuso in questo ballo folcloristico: in passato si pensava che dopo il morso della tarantola, si potesse guarire l’ammalato solo con musica e balli. Da questa credenza popolare nacque la pizzica e il suo ritmo ineguagliabile. Anche l’influenza greca sul Salento gioca un ruolo importante; un ringraziamento speciale va al dio greco Dioniso, per il quale erano organizzati lunghi festeggiamenti con canti e balli, il tutto accompagnato dal buon vino. D’altronde dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare, attribuendo in parte la nascita della pizzica agli antichi culti greci.

Turisti da tutto il mondo restano affascinati dalla magia di questa terra e delle sue usanze semplici e veraci. È proprio per questo che stranisce l’idea che un semplice ballo possa generare vergogna negli occhi di chi guarda e nel cuore di chi non conosce.

Qualche idea per le prossime vacanze estive? Nel mese di agosto, “La Notte Della Taranta” presenta un festival di musica popolare che valorizza la musica salentina con unico requisito: il divertimento. E tu dove vai a ballare?


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