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La Puglia dei proverbi, guida al pugliese verace e di successo

La Puglia dei proverbi, guida al pugliese verace e di successo

La Puglia più antica vive e non solo nei monumenti e nei reperti storici ma negli insegnamenti più pratici, utili per il vivere comune, dedicati all’essere persone più accorte e frutto di esperienze di vita antiche anni che ancora ritornano a lasciar traccia di sé: sono i proverbi pugliesi, viaggiatori del tempo immortali che provengono dal passato per insegnarci come riuscire ad affrontare con fermezza le amenità del presente.

Ricche di allegorie legate ad un mondo più rurale e pratico si applicano incredibilmente ad un’infinità di situazioni ora come negli anni ormai andati e tutti ne sono influenzati. Basterebbe raccontare un semplice aneddoto ad un parente più anziano, porvi un dubbio, un’incertezza, per ricevere in risposta una mano su una spalla e un’espressione dialettale quasi incomprensibile, un proverbio magari classico ma sempre nuovo e utile allo scopo.

Protagonista di buona parte dell’antica cultura popolare legata ai proverbi è l’equus asinus, comunemente e gergalmente definito come “ciuccio”, l’asino, che rappresenta non l’ignoranza come nel resto della nazione, ma la laboriosità mista alla testardaggine di chi va per la sua strada. Ci insegnano gli anziani che a lavare la testa al ciuccio si butta via acqua, tempo e sapone perché tornerà comunque sulla sua strada terrosa a sporcarsi da lì a poco, ma lo dicono anche per avvisarci di come sia inutile perdere tempo a cercare di convincere coloro che non vogliono essere convinti sulle loro certezze errate. Ed è sempre bene legare il ciuccio dove lo chiede il padrone, modo diretto per sottolineare sin dai tempi antichi come se non si vogliono correre rischi futili nel mondo del lavoro sia sempre meglio eseguire gli ordini che ci vengono imposti nella maniera con cui ci vengono presentati. Inoltre ogni vero pugliese ha sentito spesso e volentieri sentirsi dire almeno una volta, accusando qualcuno, che è come il bue che dice cornuto all’asino, laddove l’animale indica piuttosto una purezza inaspettata e rappresenta un paragone d’innocenza rispetto alla norma. E lasciamo a voi la libera interpretazione dell’espressione “il padrone del ciuccio va a piedi”.

Anche i piatti tipici locali la fan da padrone nelle ricche allegorie che caratterizzano i proverbiali insegnamenti che la Puglia ha da offrire nel suo ricco panorama. Avvisare qualcuno della pochezza di una situazione o di una persona diventa molto più sbrigativo sottolineando come “sono vuoti i ricci”, un modo come un altro per evidenziare come bisogni badare alla sostanza, ad esempio specificando come le chiacchere siano sempre le chiacchere ma i cavatelli, quelli sì che riempiono la pancia. E se avete problemi di salute, debolezza, stanchezza, ricordate che i bei metodi di una volta sono sempre efficaci, quindi pane e pomodoro e si rimette colore sul viso. Se i vostri problemi sono morali e non riuscite a liberarvene fate attenzione, perché ogni polpo si cuoce nella sua stessa acqua, e in circostanze del genere fate attenzione a chi vi rivolgete perché non si mette la carne in bocca al lupo.

E metafora della stessa pugliesità in un singolo proverbio, ricordate, qualora ve lo chiedano, che nel dubbio si sta sempre meglio dopo aver mangiato che a digiuno. I detti o proverbi pugliesi saranno provenienti da insegnamenti antichi, ma una cosa è certa: sono attuali e hanno sempre ragione!


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