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Canosa Paleocristiana: Premio Francovich 2025 come miglior Sito d’Italia

Canosa Paleocristiana: Premio Francovich 2025 come miglior Sito d’Italia

CANOSA DI PUGLIA – C’è una città nel cuore della BAT che oggi brilla più di ogni altra sulla mappa culturale italiana. Canosa di Puglia ha ufficialmente conquistato il Premio Riccardo Francovich 2025, il riconoscimento più importante a livello nazionale per chi si occupa di archeologia medievale. Non è stata solo una vittoria, ma un vero e proprio trionfo popolare! Su oltre 12.000 votanti il polo archeologico Canosa Paleocristiana ha incassato il 75% delle preferenze staccando nettamente competitor agguerriti come il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e il polo lucano di Torre di Satriano.

Canosa Paleocristiana: un viaggio nel tempo tra Basiliche e Catacombe

Perché l’Italia si è innamorata di Canosa di Puglia? La risposta risiede nel suo straordinario palinsesto archeologico, un sistema monumentale che non ha eguali nel Mediterraneo. Il polo archeologico Canosa Paleocristiana è uno scrigno che custodisce i sogni di gloria del vescovo Sabino e la potenza di una città che fu capoluogo regionale in età tardoantica. I visitatori hanno premiato non solo la bellezza estetica, ma la capacità di Canosa di conservare un palinsesto storico che va dall’epoca imperiale al Medioevo. Ecco i gioielli che hanno incantato il pubblico nazionale.

Canosa Paleocristiana: la Basilica di San Leucio

La Basilica di San Leucio non è solo un monumento, ma il simbolo vivente del passaggio tra l’epoca classica e quella cristiana. Sorge maestosa sui resti di un antico tempio ellenistico probabilmente dedicato a Minerva, di cui eredita la pianta e le mastodontiche colonne doriche sormontate da eleganti capitelli corinzi. Questo sito rappresenta uno dei massimi esempi di architettura cristiana in Puglia, caratterizzato da una complessa struttura a pianta centrale formata da un doppio quadrato con esedre che sfida le leggi del tempo. Camminare oggi tra i suoi mosaici policromi, dove si distinguono vivide figure di pavoni e intricati tralci di vite, significa testimoniare il momento esatto in cui il paganesimo ha ceduto il passo al cristianesimo, trasformando un luogo di culto antico in una cattedrale paleocristiana senza eguali nel bacino del Mediterraneo.

Il Battistero di San Giovanni: un capolavoro di geometria e mistero del VI secolo

Voluto dal Vescovo Sabino nel VI secolo, il Battistero di San Giovanni si presenta come un edificio a dodici lati che incarna un perfetto equilibrio tra ingegneria idraulica e simbolismo religioso. Al centro della struttura si trova la vasca battesimale per l’immersione totale, testimonianza di un’epoca in cui la fede era vissuta come un rito di passaggio fisico oltre che spirituale. L’architettura è un gioco di incastri perfetti tra corridoi anulari e quattro stanze che si protendono a formare una croce greca ideale. La luce che ancora oggi filtra dalle aperture zenitali esalta i resti dei marmi pregiati e delle decorazioni musive originali, rendendolo uno dei battisteri meglio conservati d’Italia e un punto di riferimento per gli studiosi di arte paleocristiana.

Le Catacombe di Ponte della Lama: il labirinto sotterraneo dell’eternità

Nascosto sotto il livello del suolo e interamente scavato nel cuore del tufo, il complesso delle Catacombe di Ponte della Lama si rivela come un vero e proprio archivio di pietra della comunità canosina tra il IV e il VI secolo. Questa necropoli sotterranea si snoda attraverso un fitto reticolo di gallerie, arcosoli e loculi che per secoli hanno custodito le spoglie dei primi cristiani della regione. Ciò che rende questo sito straordinario è la sua eccezionale estensione e la presenza di iscrizioni grafite e affreschi ancora visibili sulle pareti, che offrono uno spaccato intimo e suggestivo sulla spiritualità di una comunità che ha reso Canosa il fulcro religioso della Puglia antica. Si tratta di un viaggio nel silenzio della storia che permette di toccare con mano le radici profonde della nostra identità territoriale.

Cos’è il Premio Francovich e perché è così importante?

Istituito dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) in memoria del celebre professor Riccardo Francovich, questo premio viene assegnato ogni anno al parco o museo archeologico capace di realizzare il “miracolo” della divulgazione: unire il massimo rigore scientifico a un linguaggio capace di arrivare al cuore di tutti, non solo degli specialisti. Vincere il Premio Francovich 2025 significa essere riconosciuti come il modello di riferimento in Italia per come si comunica l’archeologia oggi. La giuria di esperti, presieduta dal prof. Paul Arthur dell’Università del Salento, ha validato una candidatura che ha saputo trasformare i ruderi in un racconto vivo, accessibile e appassionante.

Una vittoria di comunità: dalla Puglia a Firenze

“Questo premio è la prova che Canosa è entrata nel cuore dei cittadini”, ha commentato con emozione il Presidente della Fondazione Archeologica Canosina, Sergio Fontana. Un sentimento condiviso dal prof. Giuliano Volpe, curatore della candidatura, che vede in questo risultato la vittoria della “storia che si fa futuro”. Il gran finale di questa avventura si terrà il 27 febbraio 2026 a Firenze, nella prestigiosa cornice di “tourismA”. Al Palacongressi, davanti a una platea internazionale, Canosa verrà premiata ufficialmente come regina dell’archeologia italiana, portando sul palco non solo i suoi tesori, ma l’orgoglio di una Puglia che sa valorizzare le proprie radici.


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