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Sono riprese in questi giorni, e proseguiranno per tutto il mese di settembre, le ricerche del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento nell’insenatura di Torre Santa Sabina – Baia dei Camerini (Comune di Carovigno, Brindisi), grazie alla concessione di scavo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, per il tramite della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi Lecce e Taranto.
In continuità con le precedenti ricerche del progetto UniSalento “L’approdo ritrovato”, questa campagna pone la frazione di Carovigno come scenario di un intervento-pilota nell’ambito del progetto internazionale UnderwaterMuse, il cui obiettivo è quello di valorizzare e rendere accessibile l’incredibile patrimonio sommerso dalle aree coinvolte attraverso la creazione di parchi archeologici sommersi e l’uso narrativo e comunicativo della realtà virtuale.
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Come sottolineato dalla direttrice scientifica Rita Auriemma, docente Unisalento di Archeologia subacquea, la piccola baia di Torre Santa Sabina ha gelosamente conservato importanti resti di carichi e di scheletri di navi che si sono infrante contro le sue scogliere. In alcuni casi, quando l’accumulo è avvenuto su preesistenti resti, si è creata una stratigrafia compatta e densa di materiali eterogenei, ma anche tracce significative di insediamenti e di attività che l’innalzamento del mare ha occultato per secoli”.
Finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italy-Croatia 2014-2020, il progetto vede tra i partner la Regione Puglia – Dipartimento Turismo Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia (lead partner), Università Ca’ Foscari di Venezia, Public Institution for Coordination and Development of Split – Dalmatia County RERA S.D. e Comune di Kastela (Croazia). Il progetto coinvolge inoltre il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, che curerà rilevamenti e modellazione 3D con voli da drone, laser scanner e altre tecniche innovative, e l’Associazione Onlus ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione, che dal 1990 si occupa di ricerche archeologiche e speleologiche subacquee.
Foto F. Zongolo
Data: 15 Set 2020
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