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Ci sono posti che non “arrivano” con un cartello, ma con un cambio d’aria. Superando il Molise, gli occhi hanno appena fatto in tempo ad abituarsi a un cambio di scenario che supera i limiti del proprio campo visivo. Il mare pare uscire di scena, mentre si srotola davanti a noi il campo larghissimo del Tavoliere con le sue campagne a vista d’occhio, il lago di Lucera che si rimpicciolisce sempre più nello specchietto retrovisore e l’orizzonte ti tira sé con la forza di un elastico invisibile. Uscendo dalla A14 a Cerignola Est senti proprio la pianura allargarsi, come se qualcuno avesse tirato via le pareti. Il Tavoliere diventa orizzonte puro, campagna piatta, vento che corre senza chiedere permesso. È qui che comincia il nostro viaggio verso le Saline di Margherita di Savoia.
Il bello è che non sembra nemmeno un viaggio “verso un’attrazione”, bensì un attraversamento. Una di quelle strade in cui la Puglia ti mette addosso la sua luce e ti fa già pensare all’estate.
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La direzione è chiara: Cerignola – Trinitapoli – Saline. Non è solo un modo di dire: è proprio il nome con cui viene indicata la provinciale che collega questi punti, un asse che ti porta dalla campagna al sale. Man mano che ti avvicini la terra cambia consistenza: compaiono canali, argini bassi, riflessi chiari che non sono ancora mare. Come se fosse una soglia e, quando la attraversi, succede quella cosa che a parole sembra esagerata, ma dal vivo è letterale. Entri in un paesaggio che pare costruito da un geometra e da un poeta insieme. Entrambi pugliesi, ovviamente.
Qui la frase “grande” non basta. Le Saline di Margherita di Savoia si sviluppano lungo la costa adriatica per circa 20 km e coprono circa 4.500 ettari. Un sistema di vasche evaporanti, bacini, canali, cristallizzatori… e poi c’è il dato che ti rimette al tuo posto. Una capacità produttiva annua intorno alle 500.000 tonnellate di sale. Mezzo milione. Da un unico sito. È per questo che le Saline di Margherita di Savoia vengono indicate come la salina più grande d’Europa (e tra le più estese al mondo).
Qui arriva la parte che spiazza: questo luogo non è soltanto produzione, ma anche tutela. La Riserva naturale è stata istituita nel 1977 e l’area è riconosciuta come zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (in Italia con provvedimenti del 1979; il sito Ramsar risulta designato nel 1979). Dentro le vasche, tra acqua salmastra che vira dal rosa intenso al viola porpora e argini bianchi, succede l’incredibile: decine di migliaia di uccelli acquatici trovano qui un habitat, con stime che arrivano fino a 30.000 individui svernanti. I fenicotteri rosa non sono una leggenda da brochure. La loro presenza e la crescita della colonia è documentata già dagli anni ’90, con nidificazioni e numeri in aumento nel tempo. È questo che rende le saline “pugliesi” fino in fondo: un territorio che non separa i mondi, ma li fa convivere.
Se le percorri come un piccolo road trip in Puglia, le saline ti offrono tappe che hanno senso anche senza fretta. C’è il Museo Storico della Salina che racconta il lavoro, gli strumenti, la logistica di un luogo che non è mai stato solo “natura”, ma anche mestiere e infrastruttura. C’è il Magazzino del Sale progettato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi, un pezzo di archeologia industriale che ti fa capire quanto questo posto sia stato centrale anche nell’immaginario tecnico del Novecento. Per chi ama il birdwatching, l’Osservatorio Salpi (legato alle attività LIPU) è un altro punto chiave, con visite guidate su prenotazione e percorsi che, spesso, si fanno anche con mezzo proprio.
L’ultimo tratto è quello che ti “spiega” tutto. La linea d’acqua si apre, l’Adriatico entra nel quadro e ti accorgi che il sale qui non è un prodotto astratto. È costa, vento, evaporazione, luce che batte sulle vasche come su uno specchio. In quel momento che, la domanda iniziale (“dove sarà mai la salina più grande d’Europa?”) smette di essere una curiosità: diventa orgoglio tranquillo. Perché è qui, in Puglia, e non serve urlarlo: basta passarci, anche solo una volta.
Per maggiori informazioni su visite, accessi e itinerari guidati, fai riferimento ai canali ufficiali del Centro Visite e del Museo della Salina.
Data: 11 Apr 2026
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