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Plastica vietata nelle isole Tremiti, per combattere l’inquinamento

Plastica vietata nelle isole Tremiti, per combattere l’inquinamento

Abolita la plastica dalle isole Tremiti: è quello che sancisce una legge firmata dal sindaco Fantini, al fine di preservare la stabilità ecologica del territorio al largo dei promontori del Gargano. La nuova norma incide in particolare le stoviglie in plastica, che ormai riempiono le acque dell’Adriatico, a favore di una maggiore diffusione di quelle biodegradabili.

Le sanzioni per i trasgressori potranno raggiungere la cifra di 500 euro da versare alle casse statali, nei casi più gravi. La regolamentazione delle bottiglie, in particolare, è ancora in fase di lavorazione, tuttavia l’amministrazione locale si sta impegnando al riguardo con l’obiettivo di salvaguardare le coste delle isole Diomedee con il sopraggiungere del periodo estivo e con il conseguente picco di turisti sul territorio.

Il mare delle isole Tremiti è stato più volte fregiato del titolo di Bandiera Blu, grazie alla sua purezza e al suo ambiente incontaminato. Questo anche poiché esse fanno parte del territorio protetto del Parco Nazionale del Gargano, pertanto la loro area marittima è classificabile come riserva naturale marina.

Le autorità furono avvertite in passato già dall’Istituto di Scienze Marine del Cnr di Genova (Ismar), dall’Università Politecnica delle Marche (Univpm) e da Greenpeace Italia, secondo i cui studi nei mari italiani la presenza di microplastiche risulti essere particolarmente intensa, con picchi proprio nelle acque di Portici (provincia di Napoli) e delle isole Tremiti. Le varie ricerche rivelano come la plastica tenda ad accumularsi anche in aree protette, lontana dalle fonti inquinanti che le hanno generate, a causa dell’opera di correnti e del lavoro dell’uomo. Così nelle acque del territorio garganico è possibile registrare valori di microplastiche accumulate pari a 2,2 frammenti per metro cubo, un valore estremamente alto che necessita risoluzione. Buona parte di questa, aggiungono i ricercatori, è plastica composta da polimeri sintetici appartenenti alla categoria merceologica del packaging, lasciando intendere su quale ambito intervenire preventivamente. Seguono poi i materiali per l’igiene personale come cosmetici e dentifrici.

La norma, effettiva dal 1 maggio, si è resa necessaria per prevenire l’eccessivo inquinamento da plastica che sta lentamente portando al deterioramento della qualità dei mari pugliesi e del Mediterraneo, che rischiano così di perdere ben il 50% della loro biodiversità.


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