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Pietro Paolo Mennea, primatista mondiale nato a Barletta

Siamo andati alla ricerca e alla scoperta dei luoghi in cui si allenò da giovane quello che sarebbe diventato ben presto un campione mondiale: Pietro Mennea, la Freccia del Sud, nato e cresciuto nel cuore della Puglia autentica, a Barletta. In questa indagine ci ha aiutato il primo allenatore di Pietro, il professor Francesco Mascolo, che ci ha fornito un elenco delle zone di Barletta nelle quali Pietro si esercitò prima delle sue più grandi prove.

La Freccia del Sud infatti nel corso della sua giovinezza si allenò nella sua città, preferendola sempre ad altri luoghi, percorrendo la cosiddetta Salita del Vaglio, il bagnasciuga della spiaggia di Levante e qualche volta di quella di Ponente. Molti suoi allenamenti li svolse nei pressi dello Stadio Simeone e successivamente nello stadio comunale Puttilli, percorrendo anche le strade esterne alla struttura e, successivamente, si esercitò nella palestra della scuola Fraggianni.

L’applicazione Puglia.com (che come molti di voi già sanno invia notifiche informative nel momento in cui ci si trova a passare presso il luogo oggetto dell’informazione) si presta oggi a celebrare il velocista pugliese: percorrendo i punti della città in cui Mennea era solito allenarsi si viene raggiunti da un messaggio di notifica dall’app Puglia.com, capace di geolocalizzare l’utente ed indicargli quindi che in quel momento sta calcando le orme del campione, che anni addietro aveva scelto quei luoghi per preparare le sue gare.

Il primatista mondiale nacque a Barletta nel giugno 1952, mostrando sin da subito una passione per la cultura e la dedizione. Le sue doti in ambito atletico furono subito chiare: Pietro era e sarebbe stato un velocista. Debuttò a soli diciannove anni ai Campionati Europei del 1971, conquistando un sesto posto nei 200 metri ed una medaglia di bronzo nella staffetta 4×100.

Le sue lente partenze nascondevano un’energia esplosiva che si palesava negli ultimi secondi, portando Pietro a superare ogni tipologia di atleta con il quale era in competizione. Il racconto popolare tramanda il ricordo (in realtà non riscontrato) di un ragazzo che gareggiava con Alfa Romeo e Ferrari, in quel viale Giannone della sua città natale in cui i ragazzi si dice si riunissero per osservarlo e per scommettere su di lui, sempre vincente su chiunque e su qualsiasi cosa.

Da subito chiamato “La Freccia del Sud”, la sua carriera sportiva decollò immediatamente; Pietro divenne sin da subito un simbolo per la città, le sue corse e gli allenamenti avvenivano infatti in alcuni luoghi di Barletta dinanzi ad un pubblico appassionato che incoraggiava il campione. Il 1972 è già alle Olimpiadi, dove salirà sul podio, terzo dietro il sovietico Valerij Borzov e allo statunitense Larry Black.

La sua carriera sportiva decolla sin da subito: agli Europei di Roma del 1974 Pietro conquista la medaglia d’argento nella staffetta e nei 100 metri, lasciando senza fiato gli spettatori da casa quando, in un incredibile rimonta, vince la Medaglia D’Oro nei 200 metri, titolo che lo porta alla celebrità mondiale.

Pietro continua negli anni ad essere una gioia ed un grande orgoglio per la sua città, nel 1978 vince sui 200 metri gli Europei di Praga, mentre sarà nel 1979 che nelle Universiadi di Città del Messico stabilirà il record del Mondo con 19 secondi e 72 centesimi, un primato che resterà suo per ben 17 anni, conseguito a 200 metri d’altezza.

Il 1980 sarà per Pietro un anno d’oro nel vero senso del termine, alle Olimpiadi di Mosca vince la medaglia d’oro, poi conquista la staffetta 4×400. All’apice della sua carriera il velocista barlettano annuncia il suo ritiro nel 1981, motivato dalla voglia di dedicarsi completamente allo studio. Non resterà fermo sulle sue decisioni, l’anno seguente infatti parteciperà come staffettista 4×400 agli Europei. Nel 1983 stabilirà un record mondiale ad oggi ancora imbattuto sui 150 metri percorsi in 14 secondi e 8 decimi, attentato solo da Usain Bolt nel maggio del 2009 con un tempo di 14 secondi e 35 centesimi, tempo non omologato perchè segnato su una pista rettilinea.

Vincerà altre medaglie ad Helsinki e nella rassegna americana sarà identificato come il primo atleta al mondo capace di disputare quattro finali consecutive nei 200 metri alle Olimpiadi. A ben 36 anni parteciperà alle Olimpiadi di Seul, si ritirerà pur avendo superato il primo turno di qualificazioni. Laureato in Scienze Politiche, Giurisprudenza, Lettere e Scienze dell’Educazione Motoria, detiene ad oggi il record europeo dei duecento metri.

È scomparso il 21 marzo 2013, lasciando un forte ricordo nella cittadinanza barlettana e nella sua regione, amatissimo ed apprezzato per le sue doti atletiche e poi culturali, fece volare a velocità inaspettate il nome del Sud.


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