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Fallone di Gravina, gustosa prelibatezza pugliese in tavola

“Questo formaggio si contraddistingue per il suo sapore leggermente piccante.”
Fallone di Gravina, gustosa prelibatezza pugliese in tavola

La Puglia non smette mai di sorprendere e stupire, anche a tavola. Tra i numerosissimi prodotti tipici che le hanno reso la fama di una delle regioni più gustose d’Italia, vi è sicuramente compreso il Fallone di Gravina.

Questo formaggio è così chiamato in quanto deriva dalla parola ‘fallone’, il cui significato è ‘vuoto’ e poiché viene realizzato principalmente nei territori di Gravina e Altamura, non implica che il prodotto non conservi nulla al suo interno. Il termine fa riferimento al fatto che, data la sua freschezza, non può essere conservato ma deve necessariamente essere consumato in giornata.

Per comprendere meglio il perché il Fallone di Gravina non possa essere mangiato dopo qualche ora della sua produzione, è necessario fare una precisazione: durante la sua produzione viene utilizzato un latte non pastorizzato.

Come si produce il Fallone di Gravina

Ciò che contraddistingue questo formaggio, infatti, è il suo sapore deciso e a tratti anche piccante, motivo per il quale durante la sua creazione è prevista l’aggiunta, oltre del latte bovino, anche del 15% di latte caprino.

La ricetta prevede che il caglio, ovvero il composto a base di enzimi che determina la coagulazione delle caseine contenute nel latte, dopo essere sciolto in acqua tiepida, viene suddiviso in porzioni e messo in alcuni stampi che lo immergono in salamoia per poco meno di quindici minuti.

A questo punto il Fallone di Gravina è pronto per essere gustato in tutta la sua fresca bontà e si presenta come un formaggio da tavola fresco, senza crosta, delicato e di pasta molle e bianca.

Sebbene il suo sapore unico gli consenta di essere gustato anche senza alcun tipo di abbinamento, questa delizia è solita essere assaporata in compagnia di un pezzo di pane o di alcuni vini bianchi, tra i quali non è possibile non citare il Salice Salentino o il Moscato di Trani.


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