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Ci sono ore in cui Locorotondo sembra quasi trattenere il respiro. Nel cuore di un pomeriggio di fine estate, quando il sole è ancora alto e il caldo invita a rallentare, le strade del centro storico diventano più silenziose. Le porte restano socchiuse, qualche panno si muove appena sui balconi e la luce disegna ombre nette sulle pareti bianche. È in questo momento che il borgo può essere osservato con un’attenzione diversa, lontano dalla fretta di attraversarlo.
La storia del paese è strettamente legata proprio a questa forma raccolta. Il nome Locorotondo deriva dal latino Locus Rotundus, “luogo rotondo”, e richiama la particolare conformazione del centro antico, sviluppato sulla sommità della collina con un andamento quasi circolare. Qui la storia non si presenta soltanto attraverso monumenti e date: è nella forma delle strade, nei portoni, nelle pietre consumate dal tempo e nelle case che ancora oggi seguono l’antico impianto del borgo.
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Entrare nel centro storico significa immergersi in un intreccio di vicoli, archi e piccole strade che seguono la particolare struttura circolare del paese. La calce bianca che ricopre le abitazioni riflette la luce del pomeriggio e cambia tonalità man mano che il sole comincia a scendere.
Quel bianco, oggi diventato parte dell’immagine con cui si identifica immediatamente Locorotondo, non nasce però soltanto da una scelta estetica. La calce veniva utilizzata anche per ragioni pratiche e igieniche, oltre ad avere la capacità di riflettere parte del calore e della luce. Nel tempo, una necessità della vita quotidiana si è trasformata in un tratto identitario, fino a diventare una delle caratteristiche più riconoscibili dei centri della Valle d’Itria.
Tra le case spuntano le caratteristiche cummerse, abitazioni riconoscibili per i tetti spioventi realizzati con le chiancarelle, che rendono il profilo di Locorotondo immediatamente riconoscibile. La loro forma, insolita rispetto alla più famosa immagine dei trulli, rispondeva anche a esigenze pratiche: i tetti inclinati permettevano di convogliare l’acqua piovana verso sistemi di raccolta.
Non sono soltanto un elemento architettonico da fotografare: fanno parte della quotidianità del borgo, insieme alle porte colorate, ai balconi fioriti, agli archi in pietra e ai piccoli dettagli che emergono lentamente camminando senza una meta precisa.
Nelle ore più calde, il centro storico di Locorotondo assume un ritmo domestico. Le voci arrivano dalle case, le strade sembrano più vuote e le zone in ombra diventano naturalmente il punto verso cui dirigersi. È un momento in cui anche dettagli semplici, come una persiana socchiusa o la biancheria stesa tra due abitazioni, raccontano qualcosa del paese.
Camminare qui significa soprattutto guardare. La luce cambia continuamente la percezione degli spazi: un vicolo appare luminoso pochi metri prima e subito dopo si trasforma in una striscia d’ombra fresca. È questa alternanza tra bianco e ombra a rendere particolare una passeggiata nel borgo durante l’estate.
Tra le prime tappe da non perdere c’è Porta Napoli, uno degli accessi storici al centro antico, da cui iniziare a seguire il reticolo delle strade bianche. Poco più avanti si incontra la Chiesa Madre di San Giorgio Martire, nel cuore del paese, con la sua imponente facciata neoclassica e la grande cupola che domina il profilo del borgo.
Merita una sosta anche la Chiesa della Madonna della Greca, considerata il più antico edificio religioso di Locorotondo. Più raccolta e appartata rispetto alla chiesa madre, conserva al suo interno importanti testimonianze artistiche e racconta una parte più antica della storia locale.
Uscendo dai vicoli più raccolti, il paese apre lo sguardo verso il paesaggio circostante. Dai punti panoramici di Locorotondo la Valle d’Itria appare distesa sotto il cielo, con la campagna punteggiata da ulivi, masserie, muretti a secco e costruzioni in pietra.
È uno dei momenti in cui conviene fermarsi e non avere fretta. Il contrasto è netto: da una parte le strade bianche e raccolte del centro storico, dall’altra un paesaggio ampio che sembra continuare oltre l’orizzonte.
Per godere di questo panorama, una delle tappe da segnare è Via Nardelli, conosciuta anche per il suo affaccio sulla valle. Nel tardo pomeriggio, quando la luce diventa più morbida, il panorama cambia gradualmente: il verde della campagna si attenua, le pietre assumono tonalità più calde e il cielo diventa parte integrante del paesaggio.
Tornando tra le strade del centro, vale la pena cercare Palazzo Morelli, uno degli esempi più interessanti dell’architettura civile di Locorotondo. Il palazzo, risalente all’Ottocento, si distingue per il portale decorato, lo stemma della famiglia e i balconi in ferro battuto.
È un’altra faccia del paese, meno immediata rispetto al bianco delle abitazioni e agli scorci panoramici, ma importante per comprendere come il borgo sia stato anche luogo di famiglie, attività e vita sociale. La visita di Locorotondo, del resto, non passa soltanto dai suoi panorami: passa dalle tracce lasciate da chi lo ha abitato.
È soprattutto nel passaggio dal pomeriggio al tramonto che Locorotondo cambia ancora. Il bianco delle facciate si scalda, le ombre si allungano lungo i vicoli e il paese comincia lentamente a riempirsi di nuovo. Le finestre si aprono, aumentano i passi per strada e dalle piazze arrivano le prime voci della sera.
È questo il momento ideale per completare la passeggiata. Dopo aver attraversato il centro storico, visto le cummerse, incontrato le chiese e raggiunto un affaccio sulla Valle d’Itria, si può tornare semplicemente a camminare senza una destinazione precisa. Il borgo, con la luce del tramonto, sembra restituire ogni dettaglio con maggiore delicatezza.
Per chi vuole camminare a lungo, durante l’estate è preferibile evitare le ore centrali più calde e scegliere il tardo pomeriggio. Il ritmo è più piacevole e la luce permette di cogliere meglio sia i dettagli del centro storico sia gli affacci sulla Valle d’Itria.
Quando arriva la sera, Locorotondo restituisce lentamente suoni e movimento. I vicoli si animano, i tavolini occupano gli spazi davanti ai locali e il silenzio del pomeriggio lascia posto alle conversazioni. Ma resta quella stessa luce chiara sulle pareti, ormai più morbida, che accompagna il paese verso la notte.
Per maggiori informazioni e per organizzare la visita, è consigliabile consultare i canali ufficiali del Comune di Locorotondo e delle realtà turistiche locali.

Data: 30 Ago 2026
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