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Xylella con le ore contate, gli ulivi sono pronti per rinascere

“I primi alberi resistenti alla xylella hanno modo di essere piantati nel leccese.”
Xylella con le ore contate, gli ulivi sono pronti per rinascere

Buone notizie dal fronte Xylella: in questi giorni sono state consegnate un totale di 11.300 di FS17, una nuova cultivar di olivo tollerante al batterio in una cooperativa di Racale, in provincia di Lecce.

I 160 investitori possono tirare un respiro di sollievo, in quanto la speranza di far rinascere la cultura olivicola non è più semplice utopia, ma un progetto reale e concreto.

I soci dell’impresa collettiva riceveranno queste piante resistenti alla xylella direttamente dai campi madre di Andria e Bitonto.

Gli ulivi di Racale non sono i primi a godere nuovamente di buona salute. Già da qualche mese hanno usufruito della stessa “medicina” circa 65mila piantine di Favolosa e Leccino negli impianti di Caprarica, Ruffano e Cisternino. Questi dati sono destinati ad aumentare, in quanto nei primi mesi del 2019 ne verranno consegnate altre 200mila.


Il primato di Racale consiste nel fatto di essere la prima intera organizzazione olivicola a ricevere delle FS17,a differenza delle donazioni compiute in passato. L’obiettivo è quello di installare le piantine entro le festività natalizie. Prima della coltivazione,le medicine contro la xylella saranno benedette dal sacerdote e verranno approfondite le tecniche di trapianto e allevamento della stessa da parte dei tecnici del territorio e dalle sue rappresentazioni istituzionali.

Un lavoro di squadra per sconfiggere definitivamente la xylella


 Un lavoro decisamente di squadra quello che ha permesso di (ri)dare speranza alla nostra terra. Fautori del gruppo sono stati rappresentanti del mondo scientifico, di quello pubblico e privato la cui somma delle forze sicuramente renderà dignità a tutti gli imprenditori e semplici agricoltori colpiti dal virus, che ormai sembra essere sulla via di estinzione.  

Prima della consegna c’è stato, dunque, un approfondito studio accompagnato dalla sperimentazione e dal controllo che ha coinvolto in maniera reciproca il sistema della Ricerca, la Regione, impresari e lavoratori autonomi.

La parola finale spetta direttamente ai coltivatori: saranno loro, grazie al proprio lavoro ad occuparsi della rinascita del territorio e dell’olivicoltura.


 


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