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Tumore al colon, a Bari si potrà scoprire con un respiro

Non solo il tumore del colon, ma anche quelli dei polmoni e altre patologie come l’asma infantile. A breve sarà possibile diagnosticarli semplicemente con un respiro. Evolve la ricerca made in Puglia sostenuta dagli incentivi regionali e realizzata dall’Università di Bari. Lo studio, che cinque anni fa fece il giro del mondo per la diagnosi precoce dei tumori del colon, diventa un macchinario agile e compatto che potrà essere prodotto industrialmente e utilizzato per i pazienti di tutto il mondo. A presentare i dettagli della ricerca sono statia Bari, il rettore dell’Università del capoluogo pugliese, Antonio Uricchio, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, il direttore dell’unità operativa di Coloproctologia dell’Uoc di chirurgia generale ‘M. Rubinò dell’Università, Donato Francesco Altomare, e Gianluigi De Gennaro del dipartimento di Biologia. Il tumore al colon, «che è il secondo nel mondo per mortalità», ha spiegato Altomare, «altera la situazione respiratoria con alcune molecole che si rintracciano nel respiro». Con questa nuova tecnologia, il paziente dovrà soffiare in una cannula che veicolerà il respiro in un contenitore in cui verrà analizzato e dal quale sarà emesso tracciato gascromatografico sulla base delle molecole ritrovate. Una intelligenza artificiale poi in grado di leggere il diagramma e calcolare le probabilità che il paziente abbia un tumore.

Evoluzione degli studi pubblicati cinque anni fa sul British journal of surgery

La fase di industrializzazione della scoperta pubblicata nel 2012 sul British journal of surgery, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, e anche le evoluzioni nelle potenzialità del macchinario, sono state presentate all’Università di Bari. Per la Regione Puglia presente l’assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone: “Abbiamo sostenuto questo progetto sin dalla nascita – ha detto – e adesso lo vediamo crescere e prepararsi non solo a conquistare fette di mercato, ma a semplificare la vita dei cittadini e delle cittadine. Poter ottenere una diagnosi precoce semplicemente soffiando è un’evoluzione straordinaria, è un dono della Puglia al mondo. La Regione ci ha creduto, così come crede nel grande potere moltiplicatore di un investimento in ricerca. Questo progetto in particolare si è aggiudicato l’incentivo della Rete dei laboratori pubblici di ricerca, nella fase iniziale, e oggi quello dei cluster tecnologici regionali. Un investimento complessivo di neanche 2 milioni di euro che genera tuttavia vantaggi e benefici enormi per la salute dell’uomo”.


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