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I Dauni meridionali e il Basso Tavoliere

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Troia, uno dei più importanti centri religiosi del Mezzogiorno

La città di Troia ha origini antichissime, nasce sulla dorsale di una stretta collina tra la piana del Tavoliere e le valli verdi sulle quali digradano i monti del Preappennino Dauno Meridionale. Fu fondata dai Catapani nel 1019 ed inglobò tra le sue mura una preesistente città, le cui origini si ricollegano ad Aecae, una fiorente colonia risalente all’età romana imperiale. Un’abile politica di alleanze, una volta eretta in diocesi, strappò ai contendenti di turno immunità e privilegi dei quali si avvalse per assumere la leadership dell’Alta Puglia in epoca normanna, arrivando ad ospitare 4 concili presieduti dal Papa e ad insediare un vescovo nel Consiglio di Reggenza durante la minorità di Federico II di Svevia.

Nello scontro con lo stesso imperatore svevo fu rasa al suolo nel 1229, l’inizio del declino. Della sua gloriosa storia restano tracce nel patrimonio artistico, di fede e cultura che custodisce. Si arriva al centro storico dal lato Nord, attraversando l’area sulla quale anticamente sorgeva Porta San Girolamo della quale si possono ancora vedere i resti dei bastioni difensivi, attualmente contrafforti sulla destra alla Chiesa di San Domenico e sulla sinistra al Santuario della Madonna delle Grazie con annesso l’Istituto per le Missioni dei Padri Comboniani, l’ex monastero delle Clarisse.

Corso Regina Margherita ricalca un tratto dell’antica via Traiana e mostra sulla destra il Palazzo Tricarico, costruzione cinquecentesca, di grande fascino architettonico per le caratteristiche bugne a punta di diamante che ornano la facciata e Palazzo Vasto, anticamente sede dei Marchesi d’Avalos, principi di Troia, oggi ospitante il Municipio e nelle cantine un museo civico, suddiviso in quattro sezioni lungo un percorso di cento metri, che conduce dall’età moderna alla preistoria in un viaggio simbolico a ritroso nel tempo.

Nella sezione dedicata all’archeologia classica e preclassica è possibile ammirare i pezzi più pregiati nell’esposizione, oltre 220 reperti databili tra l’VIII ed il IV secolo a.C., tra cui tre teste di stele daunie, 6 antefisse fittili, crateri a campana, spille, armille, 16 epigrafi di età imperiale. La sezione Medievale è una delle più straordinarie raccolte di sarcofagi e tombe pugliesi databili tra il III e l’XI secolo. Nei pressi della Cattedrale si trova una delle costruzioni più interessanti di tutta la regione. Lo stile romanico evidenzia inoltre influenze arabe e bizantine, ma è maggiormente nota per le due porte di bronzo e per il rosone inserito nel grande arco del frontespizio, costituito da undici colonnine su cui si impostano archi a semicerchi che ne dividono la superficie in altrettanti campi chiusi da transenne marmoree traforate tutte in maniera diversa con un credito agli arabeschi dell’arte islamica. L’interno a croce latina con tre navate è stato riportato all’originale semplicità nel corso dei lavori di restauro dello scorso secolo. Vi si possono ammirare le cappelle barocche Dormito Mariae, un pregevole affresco attribuito ad un autore tedesco della fine del XV secolo e il miracoloso e suggestivo crocifisso in legno del Frasa, risalente al 1709. La piazza incornicia la fiancata destra del monumento, con il settecentesco Palazzo Vescovile di fattura vanvitelliana che custodisce preziose tele del Solimena e il Museo del Tesoro della Cattedrale, allestito nei cinquecenteschi locali del Palazzo dell’ex Seminario Vescovile. Costituita esclusivamente da opere di arte sacra, l’esposizione è articolata in quattro sezioni: argenti, bronzi dorati ed avori, volumi e pergamene, paramenti Liturgici, exultet.

Di grande valore i pezzi esposti, ma la rarità è comunque rappresentata dagli Exultet: tre preziosi rotoli pergamenacei dell’XI-XII secolo contenenti il testo del preconium paschale con i canti e le relative illustrazioni finemente miniate.
Di fronte alla Cattedrale si può, inoltre, visitare la seicentesca chiesa di San Benedetto annessa all’ex convento delle benedettine attualmente sede del MED (Museo Ecclesiastico Diocesano) dove nella splendida cornice del chiostro si può ammirare tra statue, dipinti, paramenti ed arredi sacri (secc.XV- XVIII), il famosissimo capitello delle razze di epoca federiciana.

Proseguendo, a pochi metri dalla Cattedrale, si trova la chiesa di San Giovanni Battista, sul cui altare dell’esposizione eucaristica si innalza un finissimo arco rinascimentale proveniente dal palazzo della nobile famiglia di origini toscane de’ Pazzis cui apparteneva Ettore, detto Miale da Troia, uno dei 13 eroi che affrontarono i cavalieri francesi nella Disfida di Barletta. Risalendo per l’antico decumano, si giunge in una piazzetta al cui centro campeggia il busto di Gerolamo Seripando, un cardinale di origini troiane che fu tra i protagonisti del concilio di Trento. In fondo, sulla destra, si trova la Chiesa di San Basilio Magno ( primi decenni dell’XI secolo): un piccolo gioiello protoromanico dalla facciata estremamente semplice, l’abside segnata da sottili nervature e la muratura impreziosita da alcuni fregi e da un architrave di epoca romana imperiale e tardo imperiale provenienti dai resti di Aecae, come uno dei capitelli delle colonne che dividono in tre navate l’interno a croce latina. Particolarmente interessante all’interno, alla sinistra dell’ingresso, un fonte battesimale in pietra (una conca su tozza base cilindrica) del 1561, un affresco del XVI secolo raffigurante il battesimo di Gesù e una Madonna con Bambino circondata da S. Basilio, S. Guglielmo e Santa Barbara, opera settecentesca del Solimena o di Domenico Preste. Dalla fiancata destra della chiesa si snoda una lunga, tortuosa e suggestiva stradetta, anticamente denominata ‘Fra due Terre’ che unisce i due estremi del centro storico, conservando sostanzialmente i caratteri originari del primitivo nucleo abitato. Sulla sinistra la piazzetta è delimitata dalla chiesa di San Francesco: una costruzione della seconda metà del Settecento, ricca di delicate decorazioni in stucco e di pregevoli pitture. Costeggiandone la fiancata la passeggiata termina davanti alla chiesa di Sant’Anna, rifacimento della seconda metà del Novecento della Chiesa annessa al distrutto Convento dei Cappuccini il cui orto fu trasformato negli attuali giardini pubblici da dove è possibile quotidianamente assistere allo spettacolo del sole che tinge di oro la valle e le colline prima di incendiare il profilo sinuoso dei Monti Dauni che disegnano l’orizzonte dietro cui scompare.

Cose da non perdere a Troia: gli antichi e suggestivi Sacri Riti della Settimana Santa che iniziano la Domenica delle Palme con la Rappresentazione in costume della Passione, proseguono il giovedì notte con la visita delle confraternite ai Sepolcri, il venerdì mattina con il rito dei penitenti incappucciati (le catene) e, la sera, con la processione dei Misteri, per concludersi gioiosamente nel pomeriggio del giorno di Pasqua con la processione del Bacio.
La Festa dei Santi Patroni che si celebra il 18, 19 e 20 luglio nella ricorrenza della traslazione, nel lontano 1105, delle reliquie di Eleuterio, Ponziano ed Anastasio che insieme a Secondino ed Urbano la popolazione venera come protettori della città. Effigiati in 5 raffinati busti argentei di scuola napoletana del settecento, la sera del 18, i Santi percorrono solennemente in processione le strette vie dell’antico borgo precedendo le urne di cristallo in cui sono custodite le sacre reliquie.

Troia: cosa vedere

Palazzo Tricarico
Palazzo d’Avalos e Museo civico
Cattedrale
Museo diocesano
Chiesa di San Giovanni Evangelista
Chiesa di S.Basilio

Troia: come arrivare

24 km a sud-ovest di Foggia lungo la SP115

Collegamenti con Foggia (Ferrovie del Gargano)




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