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Tricase, la leggenda della “Chiesa dei Diavoli”

“Questa struttura nasconde al suo interno una storia decisamente affascinante.”
Tricase, la leggenda della “Chiesa dei Diavoli”

La Puglia è affascinante proprio perché anche nel posto più impensabile si conservano leggende e tradizioni tramandate di padre in figlio. È questo il caso di una (apparentemente) anonima chiesa dalla costruzione ottagonale presente in via SS. Medici, una strada che conduce dal centro di Tricase alla zona Borgo Pescatori.

Questa struttura, conosciuta come Chiesa della Madonna di Costantinopoli, è un edificio costruito nel lontano 1684 dalla famiglia Jacopo Francesco Arborio, marchese di San Martino. Ciò che rende questa graziosa chiesetta degna di nota è sicuramente la sua leggenda, che dice che i veri artefici della sua costruzione siano stati in realtà i diavoli in persona.

Non è quindi un caso se questo luogo religioso, oggi sconsacrato, sia meglio conosciuto con il nome di “Chiesa dei Diavoli”.

La Chiesa della Madonna di Costantinopoli

Officiata per tutto il XVIII secolo, il suo progressivo decadere spinse l’allora vescovo Masselli a interdirla al culto già nel 1878. Bisognerà aspettare il 1966 affinché l’amministrazione comunale la comprasse e la ristrutturasse, mantenendo tuttavia il suo stato laico.

Questa chiesa si presenta, come già detto, nella sua struttura di pianta ottagonale ed è provvista su ogni suo lato da una finestra centinata. L’ingresso è sancito da un portale dall’architrave con l’epigrafe latina. Sul lato destro, inoltre, si conserva un portale murato.

Al suo interno, invece, la spazialità è dovuta alla presenza delle arcate a tutto sesto. Sul suo altare maggiore, posto al centro della struttura, era raffigurata la Madonna di Costantinopoli, mentre sugli altri altari c’erano dei dipinti della Madonna Annunziata, Sant’anna, Vergine del Carmine e San Liborio.

La sua leggenda

Come mai, allora, quella che sembra una comunissima chiesa del Seicento costruita per andare incontro alle esigenze dei contadini desiderosi di pregare vicino ai campi, viene oggi considerata la struttura dei diavoli?

Stando a quanto tramandato dagli abitanti di Tricase, pare che in quei paraggi sostasse un principe malvagio conosciuto per la sua mania di decapitare chiunque gli passasse a tiro. Il tutto gli era reso possibile, sempre stando alla tradizione, grazie al suo Libro dei Comandi, attraverso il quale chiamava il diavolo.

La chiesa dedicata alla Madonna di Costantinopoli pare sia nata proprio per volontà del principe di avere in soli tre giorni il mare sotto la propria dimora. Per esaudire questa richiesta, dunque, fu costruita la struttura religiosa e con lei il Canale del Rio per congiungere la struttura dell’aristocratico alle acque del mare.

La richiesta del servo

Il tutto iniziò a cambiare quando un servo troppo curioso, impossessatosi del libro, chiese di torcere la sabbia e di farne delle fascine d’acqua.

La punizione dei diavoli

Non appena iniziato il nuovo lavoro e rendendosi conto di quanto richiesto, i diavoli decisero per punizione di buttare le campane della chiesa in mare e di non terminare più l’opera di unione tra il palazzo e il mare. Si tramanda, inoltre, che durante la mareggiata si possa sentire il suono delle campane nei fondali del porto di Tricase.

Oggi la Chiesa della Madonna di Costantinopoli o dei Diavoli che dir si voglia, sebbene sia spoglia, continua ad essere visitata per la sua affascinante storia e per la sua particolare forma ottagonale.


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