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La Puglia potrebbe presto essere (nuovamente) all’interno della prestigiosa lista dell’UNESCO. Si sta discutendo in questi giorni, a Bogotà, della possibilità di inserire la Transumanza all’interno del Patrimonio Culturale Immateriale.
A partire dalla giornata di ieri, 9 dicembre, il Comitato Mondiale si è riunito in Colombia per stabilire, tra le tante nuove proposte, la possibilità di includere o meno la pratica antica che prevedeva che i pastori migrassero da una località a un’altra per assicurare protezione e qualità dei prodotti delle proprie mandrie.
Il trasferimento delle greggi verso i pascoli di montagna durante l’estate e verso i pascoli a valle nella stagione invernale, è un processo ormai in disuso che merita la giusta attenzione.
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Il processo di candidatura, avviato nel 2015, è stata poi avanzata nel 2017. Oltre alla Puglia, interessate dalla nomina sono anche la Lombardia, il Trentino Alto Adige, il Molise, l’Abruzzo, la Basilicata e la Campania. La proposta, inoltre, ha visto la collaborazione tra l’Italia e la Grecia e l’Austria ed è poi stata formalizzata a Parigi il 27 marzo del 2018.
A dichiararsi entusiasta della possibilità che la Transumanza venga inserita all’interno della lista del Patrimonio dell’UNESCO è stato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha dichiarato come l’eventuale riconoscimento potrebbe agire da stimolo per promuovere tutte quelle conoscenze tradizionali in grado di testimoniare un rapporto virtuoso tra l’uomo e la natura.
Entusiasmo a parte, bisognerà attendere la decisione finale, che spetterà al Comitato costituito da 24 dei 195 Paesi membri dell’Unesco: Armenia, Austria, Azerbaijan, Cameroon, Cina, Colombia, Cuba, Cipro, Djibouti, Guatemala, Giamaica, Giappone, Kazakhstan, Kuwait, Libano, Mauritius, Olanda, Palestina, Filippine, Polonia, Senegal, Sri Lanka, Togo e Zambia.
L’Italia, qualora la richiesta dovesse essere accettata, salirebbe a 9 elementi presenti all’interno della Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, che al momento sono:
Il comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco ha proclamato la transumanza patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata approvata all’unanimità da tutti e 24 gli Stati membri. È la terza volta, così come sottolineato in una nota del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), che viene attribuito questo prestigioso riconoscimento a una pratica rurale tradizionale. L’Italia acquisisce così il primato di iscrizioni in ambito rurale e agroalimentare superando Turchia e Belgio.
Data: 10 Dic 2019
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