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Trabucco di Barletta, iniziati i lavori per il suo restauro

“I lavori dureranno due mesi e avranno un costo complessivo di oltre 72mila euro.”
Trabucco di Barletta, iniziati i lavori per il suo restauro

Il trabucco presente sul braccio della litoranea di Levante di Barletta tornerà presto a splendere.

Sono stati infatti consegnati nella mattinata di ieri i lavori del recupero del braccio che si allunga sul mare, del quale ad oggi resta davvero poco.

Barletta e i trabucchi

Come dichiarato dal sindaco della città della Disfida, Cosimo Cannito, Barletta è sempre stata legata ai suoi trabucchi, motivo per il quale restituire questo manufatto è importantissimo non tanto per la sua utilità pratica quanto per il simbolo di tradizioni e memoria condivisa che incarna.

Durante l’incontro, inoltre, non è mancato un excursus sui trabucchi della città ad opera del responsabile dell’Archivio di Stato di Barletta Michele Grimaldi, che ha ricordato che originariamente ne avesse ben cinque: oltre a quello oggetto di recupero, erano presenti altri due a Levante e due a Ponente, uno nei pressi del faro e uno lì vicino. A quanto pare la prima concessione rilasciata dalla Capitaneria di Porto per il trabucco del braccio di Levante risale al lontano 1892 e fu rilasciata per consentire di installare un mezzo per la pesca.

Il recupero di questa struttura, come ha ricordato Cannito, è partita il 10 aprile 2014, quando fu approvata una delibera per avviare l’iter progettuale. Dopo ben cinque anni, dunque, il percorso per riannodare il legame stretto tra mare e città è stato reso possibile.

Quanto dureranno i lavori

I lavori, realizzati sulla base di un progetto di recupero, dureranno all’incirca 2 mesi e avranno un costo complessivo di 72.661 euro più iva.

In cosa consisteranno

Come spiegato dall’architetto incaricato, ci sarà una ricostruzione del trabucco fedelissima all’originale che vedrà mettere in pratica delle tecniche di carpenteria tradizionale seguendo lo schema redatto in fase di progettazione e che è stato condiviso con la Sovrintendenza e con l’Autorità portuale.

Il post restauro

Terminati i lavori, si potrà procedere, grazie anche ai fondi del Gal Dauno Ofantino, alla sua musealizzazione e l’avvio della sua gestione, che non sarà finanziata dai soldi pubblici.

Grazie ai fondi previsti di 100mila euro, si potrà riavvicinare la città al mare, anche attraverso la sensibilizzazione e la conoscenza da parte delle scolaresche, che così potranno approfondire la storia del luogo.


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