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Torre Guaceto, il 2020 concluso con brano a lei dedicato

“L'album è nato tra gli ulivi e la spiaggia della Riserva.”
Torre Guaceto, il 2020 concluso con brano a lei dedicato

Torre Guaceto mi ha rimessa in contatto con me stessa e la natura, ha risvegliato la mia creatività, il mio album è nato tra i suoi ulivi e lungo le sue spiagge”. A parlare è Federica Grappasonni dj e produttrice discografica, in arte Mistura pura, il suo ultimo brano, African Circles, lo ha dedicato e realizzato interamente nell’area protetta.

Originaria delle Marche, cresciuta a Roma, emigrata poi a Milano, l’artista è arrivata a Torre Guaceto nell’estate 2018 e ci è rimasta fino alla vigilia del lockdown dello scorso marzo. Un incontro fortuito, la nascita di un amore.

“Da qualche anno frequentavo Torre Pozzelle, dove ho tenuto più dj set in estate – racconta Federica, ad agosto presi alloggio in una bellissima struttura ricettiva innovativa che sorge in riserva ed un giorno decisi di fare una passeggiata. In un attimo mi si aprì un mondo. La natura incontaminata, la bellezza e la pace senza eguali”.

La scelta di rimanere per un anno e mezzo. “La riserva mi ha completamente rigenerata – spiega Federica, mi ha dato l’equilibrio che il sisma nelle Marche ed il caos di Milano mi avevano tolto. Ho ritrovato l’ispirazione ed ho deciso di mettermi al lavoro al mio nuovo album”.

Per dare vita al brano dedicato alla riserva, l’artista si è rivolta al territorio.

Com’è nato il vinile

“Ho contattato amici artisti che vivono e lavorano in varie parti del mondo, affinché ognuno elaborasse una parte del brano African circles – continua Federica -, ma avevo bisogno anche di professionalità che si occupassero della parte video e del mixaggio.

Se alcuni professionisti brindisini si sono schierati al fianco di Federica, la casa discografica californiana ha approvato il progetto e nel giro di pochi mesi sono stati lanciati l’album ed il brano.

“Ho provato a dare vita ad un prodotto che raccontasse in modo artistico la grandiosa risorsa ed il patrimonio di natura incontaminata che Torre Guaceto è – racconta l’artista -, una vera e propria oasi della biodiversità che mi ha offerto la dimensione che cercavo per poter riprendere in mano la mia vita e la mia musica.  Il paesaggio e l’esperienza che ho fatto qui hanno influito totalmente sul mio immaginario. La contemplazione per me é un aspetto necessario e importantissimo che anticipa la creatività. I sentimenti ispirati dalla natura possono trasformarsi in una forma poetica e artistica attraverso un processo che il grande William Wordsworth, chiamava ‘raccoglimento in tranquillità’, ecco cosa è per me Torre Guaceto. Cosa ho imparato da questa esperienza? Che bisogna rallentare – chiude Federica, la lentezza non è perdita di tempo, ma consapevolezza: chi rallenta ritrova la sua essenza e chi è consapevole della sua essenza, va dritto verso la realizzazione dei propri obiettivi.”


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