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Tarantella del Gargano e Pizzica Salentina: un viaggio tra suoni e ritmi pugliesi

Un viaggio culturale alla scoperta dell’essenza pugliese non può che partire da suoni e tradizioni, dai ritmi incalzanti che dal Gargano fino al Salento caratterizzano la regione. La Puglia ha infatti una storia di suoni intrecciati a leggende, dove le antiche credenze si esprimevano tramite danze e rituali. Tra i generi più antichi e tradizionali del sud Italia la Tarantella garganica ha tra i suoi principali cultori i Cantori di Antonio Piccininno e Andrea Sacco. Tra le rassegne principali ha la sua importanza il Carpino Folk Festival, ogni anno in avvio nei primi dieci giorni di agosto nei territori del Gargano, inesplorati e suggestivi. Questo festival rappresenta un insieme di innovazione e cultura in cui si incontrano la musica folk tradizionale italiana e quella europea. L’interesse ruotante attorno a queste musiche popolari del Gargano vede nomi di spicco del panorama musicale sia italiano che internazionale come lo storico etnomusicologo Alan Lomax, Diego Carpitelli, i famosi della Nuova Compagnia Canto Popolare, il sassofonista Daniele Sepe, i Musicanova di Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò. A Vieste la tradizione rivive attualmente in serenate e scanzonate serali, con versi personalizzati decantati per il proprio innamorato, o commissionati per una dichiarazione d’amore originale e stupefacente.

La più alta espressione musicale e culturale italiana, trova nella tarantella del Gargano e nei festival ad essa collegati, un importante momento artistico e culturale. La concentrazione della classicità romantica dove il ritmo trasognante del tamburello diventa una danza irrefrenabile e deliziosa, rende queste musiche speciali ed imperdibili. Le melodie, tramandate di generazione in generazione, per via orale, dai pastori in transito nella zona, venivano associate ciascuna ad un particolare paese, proprio per questo ad oggi ogni ritmo ha il nome di una zona. Si possono assaporare ancora oggi le note di quelle antiche melodie, usate prevalentemente per guarire dal morso della tarantola, che pare provochi delle crisi psicotiche in grado di andare ad alterare il comportamento delle donne. Esperti suonatori erano infatti in grado di guarire o lenire momentaneamente quello stato di “pizzicata”. Una suonata che poteva durare anche giorni, in base alle reazioni del “pizzicato”. Il ritmo combinato di tamburelli e vibrazioni, ricordava riti esoterici ed antichi.

La sostanziale differenza tra i due generi musicali pugliesi tra quelli più noti nella tradizione, è insita nel modo in cui si suona il tamburello: nella tarantella garganica il tamburello viene percosso con la sola punta delle dita mentre nella Tarantata Salentina lo strumento viene suonato facendo roteare tutta la mano. I balli hanno strutture semplici per entrambi i generi musicali, rendendo queste particolari melodie perfette per essere ballate.

L’area salentina invece ha fatto del suo folclore un valore popolare inestimabile. La Pizzica tarantata è attrattiva turistica, la cui più alta espressione è costituita dalla Notte della Taranta, un festival di musica popolare itinerante che nel mese di agosto invade varie piazze coinvolgendo musicisti di grande fama. Il concertone finale ha una storia ed una valenza di grande importanza culturale, proprio per questo in ogni edizione ci si affida ad un maestro concertatore il quale provvede all’arragiamento delle musiche tradizionali salentine. La musica tipica della zona, trova la sua più alta espressione nel concertone finale di Melpignano, città nella quale si riuniscono circa centomila spettatori, solo ed esclusivamente per questo evento. Una tradizione tramandata ed evoluta nel corso degli anni, una tradizione che porta lontano il nome della Puglia e delle sue tipicità, della musica popolare e delle antiche ritualità.


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